La protesta
Il caso del magazzino con le salme a Turigliano, parla la Cisl: non si dia la colpa ai lavoratori di Nausicaa
Carrara, il segretario Mannini avverte l’azienda che non accetterà pressioni sui dipendenti per le foto apparse su Il Tirreno e chiede premi di risultati per chi lavora al forno
carrara. Caso del magazzino del cimitero di Turigliano, la Fit-Cisl invoca un tavolo per il contratto dei lavoratori: «Lavorano in difficili condizioni ed è l’unico settore di Nausicaa senza premio; ma dal forno crematorio introiti per 600 mila euro». Se sulla vicenda, fanno sapere, «ci limitiamo a commentare che i defunti hanno il sacrosanto diritto di essere trattati con il massimo rispetto sia perché tali sia perché a distanza di anni dalla loro morte ci sono i loro cari che ancora soffrono», dalla Fit-Cisl poi mettono in fila vari aspetti, cominciando da una precisazione: «Condanneremo eventuali pressioni a danno dei dipendenti per cercare di capire chi ha inviato le foto apparse sulla stampa. Nessuna accusa da parte nostra naturalmente, ma solo una legittima precisazione a tutela dei lavoratori». Dopodiché passano all'analisi dei contratti: «Se Nausicaa non ha rispettato alcune norme sulla conservazione dei resti e sulla idoneità dei locali non è certo colpa dell’insensibilità o dell’incapacità dei singoli operatori cimiteriali, ma derivante da carenze organizzative riconducibili a chi organizza il lavoro. Problemi organizzativi che da anni la Fit-Cisl denuncia ai tavoli», fanno notare. C'è di più: «Proprio il 23 gennaio scorso come Fit-Cisl abbiamo inviato una richiesta di incontro urgente per denunciare le difficili condizioni di lavoro degli operatori cimiteriali tenendo oltretutto presente che quello dei Servizi cimiteriale è l’unico settore di Nausicaa dove i dipendenti non percepiscono nessun premio di risultato nonostante la particolarità del lavoro e nonostante sia previsto dal Ccnl. Un lavoro difficile quello nei cimiteri, dove il personale è quotidianamente a contatto con la morte e il particolare stato d’animo delle famiglie coinvolte nel lutto», spiegano. E aggiungono: «Nell’anno 2018 si procedette, per i lavoratori cimiteriali, al passaggio dal Ccnl Anaste a quello del Servizi funerari imprese pubbliche, tuttora applicato. Durante gli incontri si convenne di ritrovarci per proseguire la trattativa sull'erogazione di un premio di risultato e sull’aumento di orario individuale su alcune posizioni lavorative. A oggi mai nessuna trattativa è mai stata avviata...Inoltre si sono assunti nuovi addetti senza andare incontro invece in via prioritaria alle legittime richieste di aumento contrattuale per i part-time», continuano rimarcando del passaggio al contratto Uneba, di cui abbiamo scritto a inizio anno, per i dipendenti degli altri settori della multiservizi (operatori socio-assistenziali, educatori, autisti, accompagnatori, cuochi, alcuni amministrativi di riferimento ai servizi scolastici e sociali, coordinatori e capiservizio). «Contestualmente è stato firmato un accordo che consente l’erogazione di un premio di produttività annuale oltre a un benefit casa/lavoro. Cosa quest’ultima già avvenuta in un recente passato anche per gli addetti alle farmacie. Tuttavia questo non è avvenuto e non sta avvenendo per i lavoratori cimiteriali, nonostante il forno crematorio porti nelle casse della multiservizi la somma di circa 600 mila euro al netto dei costi (riferito al 2020). Entrate che permetterebbero facilmente, mediante il distacco da esso di una piccolissima percentuale, di finanziare un giusto premio di risultato ai lavoratori». —
L.B.
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