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dopo la sentenza 

Il sindaco ringrazia la Finanza e spera in nuovi acquirenti

Manuela D’Angelo
Il sindaco ringrazia la Finanza e spera in nuovi acquirenti

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massa. Nel 2019 alcune cordate di imprenditori si dimostrarono interessate all'affare colonie. Tastarono il terreno, incontrarono il sindaco, chiesero informazioni sulla “solidità” dei nuovi strumenti urbanistici. E forse, se non fosse esplosa la pandemia, si sarebbe realizzato il sogno di vedere riqualificate le colonie di Marina. Degrado, inciviltà, criminalità sono invece le parole chiave con cui, da parecchi decenni ormai, viene descritta la situazione intorno alle colonie del Lungomare, un tempo bellezze locali inserite in un pregevole contesto paesaggistico in poco più di due chilometri di costa, meta di turisti, citate nei libri di architettura e di storia come simbolo del ventennio fascista, protagoniste di racconti di villeggiature e bagni di sale.

Per ogni sindaco, dal dopoguerra ad oggi, le colonie sono state un “tormento”, un problema irrisolvibile perché di competenza dei privati, facoltosi cittadini, sparsi in varie parti d'Italia, che hanno lasciato quelle strutture abbandonate, prive di un custode, orfane di qualsiasi tipo di manutenzione, in balia di senza tetto e spacciatori.

«Mi congratulo con le forze dell'ordine – dice oggi il sindaco di Massa Francesco Persiani – perché hanno da subito accolto la nostra richiesta di attenzione verso quella porzione di territorio e negli anni hanno portato a termine importanti operazioni. Il problema sullo stato delle nostre colonie purtroppo però rimane. La nostra amministrazione ha fatto la sua parte: abbiamo avviato la progettazione del Piano dell'arenile, che adesso dovrà seguire i canonici step, pubblicazione, osservazioni, adozione, approvazione in consiglio comunale. Se ne riparlerà nel 2022. Ma sarà un importante passo in avanti per il contesto in cui le colonie sono inserite».

Secondo il sindaco però il mercato non è del tutto immobile: «Nel 2019- svela il primo cittadino – ricevemmo in Comune alcuni soggetti interessati alle colonie. Nessun progetto concreto. Volevano capire che situazione c'era, quali fossero i nostri strumenti urbanistici e cosa prevedessero. Furono degli abboccamenti, che ci fecero ben sperare. Poi l'emergenza sanitaria ha fermato tutto».

Il Regolamento urbanistico oggi dà la possibilità di alcuni interventi: nessuna nuova volumetria, solo il recupero degli edifici esistenti con destinazione “turistico-ricettiva”, e fino a un massimo del 25% per il “residenziale”, con stime che parlano di 400 nuovi posti letto vista mare. —

Manuela D’Angelo

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