La protesta
Processo ai carabinieri, ancora un “trasloco” Udienza negli spazi Apt
Il procedimento lascia la Sala della Resistenza al Ducale Sfilano i testimoni dell’accusa. Rinvio al 19 febbraio
Chiara Sillicani
AullA. Non sono più i contenuti del dibattimento, non la dialettica accusa-difesa l’elemento centrale del processo per le presunte violenze nelle caserme lunigianesi. Sì perché, in piena emergenza Covid, il tema forte di quel procedimento diventa l’aula in cui il processo si celebra.
In tribunale uno spazio abbastanza grande per accogliere gli imputati e i loro legali, nel rispetto dei protocolli anti contagio, non c’è: l’udienza si celebra nella Sala della Resistenza, a Palazzo Ducale, a Massa.
Ma venerdì mattina avvocati e giudici rimettono fascicoli e toghe nelle borse e “traslocano” un’altra volta. Anche la Sala della Resistenza, infatti, non ha – a quanto pare – tutti i requisiti richiesti e venerdì il processo si trasferisce alla sala congressi ex Apt, lungo via San Leonardo, a due passi dalla centralissima piazza Betti, a Marina di Massa.
Venerdì mattina il processo è fissato per le 9 e 30 nella Sala della Resistenza dove si è già celebrata l’udienza precedente: prima che si apra il dibattimento il collegio formalizza però il trasferimento a Marina. A disporlo è un’ordinanza del presidente del Tribunale, l’udienza è quindi aggiornata alle 11 e 30 nella sala congressi. Con un immancabile strascico polemico che si traduce in eccezioni sollevate dagli avvocati. Lo spazio – ritengono alcuni di loro – non è idoneo, i legali sono costretti a sedere in platea, distanti dall’assistito, ci sono solo due microfoni che devono “girare” da una ano all’altra. L’avvocatessa Giuliana Feliciani, in particolare, chiede la sospensione del processo in attesa di una delibera dell’Asl che accerti l’ idoneità di quella sala. Sì perché lo spazio congressi, che è della Provincia, potrebbe ospitare 220 persone, ma non ha ancora – ricostruisce il presidente della provincia Gianni Lorenzetti – il via libera della commissione comunale di pubblico spettacolo. Alla Sala possono quindi accedere soltanto 100 persone e dietro asseverazione rilasciata da tecnici privati. Quella asseverazione c’è, ma Giuliana Feliciani chiede che la delibera di idoneità all’uso sia rilasciata non da soggetto privato, ma dall’azienda sanitaria.
La sua richiesta viene respinta e l’udienza si celebra nella sala congressi Apt venerdì, dalle 11 e 30 fino al tardo pomeriggio. Ed è in quello stesso spazio che è fissata la prossima udienza del processo, il 19 febbraio.
Venerdì mattina in aula, davanti al collegio giudicante (presidente la giudice Antonella Basilone, a latere Dario Berrino e Marta Baldasseroni), sfilano ancora i testimoni dell’accusa.
A ricostruire le indagini in aula è uno dei marescialli che l’ha condotte e che, in particolare, si è occupato di fare accertamenti in merito all’ipotesi di falso sostenuta dall’accusa. Nella prossima udienza che è fissata, come dicevamo, il 19 febbraio sempre in sala congressi, proseguirà quindi il contro interrogatorio del marescialli, da parte dei legali della difesa. —
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