Il Tirreno

E i “Paladini” chiedono l’accesso agli atti

Orietta Colacicco: «Vogliamo vedere le procedure del Piano portuale e i risultati dello studio sull’impatto delle nuove opere»

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massa carrara. Vuole vederci chiaro Orietta Colacicco dei Paladini Apuo-versiliesi, vuole capire meglio come stanno le cose sul futuribile ampliamento dello scalo di Marina di Carrara. E per questo annuncia che la sua associazione sta presentando istanza di accesso agli atti per esaminare tutta la documentazione relativa all’approvazione del Piano regolatore portuale.

«Il porto c’è, nessuno pensa, meno che mai noi, di demolirlo – dice Colacicco – anzi il nostro socio, l’architetto Tiziano Lera aveva pensato a una conversione turistica, che lasciasse spazio al commerciale, senza nessun ampliamento. Dopo tanti botta e risposta che abbiamo letto, non si capisce se si dica no al porto esistente, no a un suo ampliamento, di quali dimensioni sia tale ampliamento, se pari al 70% del porto attuale, come a noi risulta da un documento. Alcuni sostengono che l’ampliamento non produrrebbe maggior danno, con ammissione di un danno già presente. A noi piacciono i documenti, i progetti, le prove. E vogliamo vederli».

In particolare, i Paladini si riferiscono a uno studio commissionato nel 2018 dall’Autorità Portuale per elaborare un modello su “clima meteomarino, l’idrodinamica, il trasporto dei sedimenti, e la morfodinamica nelle aree costiere dei porti di La Spezia e Marina di Carrara”. «Uno studio da 567mila euro e durata di quattro anni. Tra i punti del disciplinare di gara il punto S6) c’è uno “studio modellistico di morfodinamica costiera a larga scala, volto a valutare gli effetti indotti dalle nuove opere esterne, per almeno cinque configurazioni alternative del porto di Marina di Carrara, in termini di assetto plano-altimetrico, sulla costa adiacente e analisi dell’eventuale apporto di materiale solido all’imboccatura portuale”». Ebbene chiede Colacicco, «dove è questo modello? Il lavoro è finito in anticipo? Sono passati solo due anni e mezzo. Vorremmo comunque vederlo, perché trattandosi di un’autocertificazione, siamo pronti a chiedere a un esperto terzo, di chiara fama e competenza internazionale, di verificare il modello e i suoi presupposti. Come vorremmo prendere visione del Piano regolatore portuale e per questo stiamo presentando istanza di accesso agli atti».

Poi, la “paladina” avanza un dubbio: «Il documento di Pianificazione strategica divide le aree portuali da quelle di interazione porto-città, e la pianificazione di quelle portuali (quindi anche l’ampliamento) non sarebbe assoggettato a intesa con i Comuni. L’iter sarebbe: Il Piano regolatore è adottato dal comitato di gestione, inviato poi per il parere di competenza al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che si esprime entro 90 giorni; poi la Regione interessati deve approvarlo entro 40 giorni dalla conclusione della procedura Vas». Comuni esclusi, dunque. —

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