Il Tirreno

«Le banchine van bene così Più spazio alla nautica sì Allargamenti a sud no»

Riccardo Canesi
«Le banchine van bene così Più spazio alla nautica sì Allargamenti a sud no»

Lo storico ambientalista ed ex deputato dei Verdi Riccardo Canesi si schiera contro nuove opere in mare. In nome della sicurezza 

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L’intervento

Abbiamo in Provincia decine di “esperti” sul porto e sull’erosione e non ce ne siamo mai accorti. Ciononostante siamo ancora ad ascoltare frasi del tipo “il porto non provoca erosione” , “esistono accordi tra i Comuni dal 2009” con il sindaco di Carrara che assicura che “con il nuovo porto non ci sarà peggioramento” e altre amenità.

Dire che il porto non causa erosione è un’offesa all’intelligenza. Sugli accordi tra Comuni per l’ampliamento del porto dico che l’errore più grande è far finta di ignorare che le cose umane (comprese le decisioni politiche) possono cambiare, visto che tra una cosa umana e l’altra, avvengono anche fatti “naturali”, come l’alluvione del 5 novembre 2014 a Marina di Carrara. Evento causato sì dal crollo di un argine mal fatto, ma acuito dal “tappo” formato alla foce del Carrione dal piazzale Città di Massa . Quel piazzale ostruisce parzialmente la foce e il regolare deflusso delle acque su tutta la rete viaria a mare (non è un caso che si sia dovuto abbattere il muro del Buscaiol per far defluire le acque).

Il sindaco di Carrara si dichiara favorevole a un ampliamento del porto: vedi il progettato molo alla foce del Carrione sul nefasto piazzale Città di Massa che, al contrario, andrebbe demolito parzialmente per evitare ulteriori rischi idrogeologici. Ma visto che fa riferimento a confortanti “ricerche” sul nuovo porto e l’erosione, perché non rende partecipe anche la cittadinanza di queste sue certezze?

Sia chiaro, non sono per la chiusura del porto. Sono per il suo mantenimento nelle dimensioni attuali, con il molo di ponente destinato alla nautica e il molo di levante destinato al commerciale. Un porto così com’è basta e avanza. Cerchiamo di limitare almeno i danni di una struttura costruita nel posto sbagliato, su una costa bassa e sabbiosa, inadatta a infrastrutture “pesanti”. Gli aumenti di traffico, che qualcuno potrebbe contrabbandare, sono stati solamente conferiti dai traghetti per la Sardegna, frutto della scelta di concedere a Grendi una banchina che, di fronte ad un miserrimo livello occupazionale, contribuisce a intasare e inquinare le strade con centinaia di Tir di una località turistica dichiarata “Bandiera Blu” .

A Massa e Carrara non c’è memoria. O meglio non si vuole avere memoria, di tutti i danni e le tragedie avvenute, per continuare sulla strada sbagliata come se nulla fosse accaduto. Manca il coraggio, una visione di futuro, frutto non della passiva e talvolta opportunistica gestione dell’esistente ma di una conoscenza del territorio, delle sue dinamiche ambientali, sociali, economiche. Errare è umano, perseverare negli errori però è diabolico. Nonostante, ormai siano state fornite tonnellate di contributi scientifici ed organizzate decine di conferenze, non è ancora stato assimilato da coloro che sostengono l’ampliamento del porto (così come l’incremento delle cave) il concetto di “limite”.

Sarebbe sufficiente osservare il territorio dal mare o dall’alto Nella sua straordinaria bellezza troviamo purtroppo tante ferite. Evidentemente ad alcuni non è ancora chiaro che, in un territorio così fragile, delicato, limitato e ad altissimo rischio idrogeologico come il nostro, non si può fare tutto e il contrario di tutto!

La cosa poi grave che questi presunti “paladini dello sviluppo economico” non comprendono è che ,se compromettiamo le risorse naturali (vedi spiaggia), pregiudichiamo anche la stessa economia (vedi turismo e non solo) che, in termini di fatturato e occupati è notevolmente superiore al Porto. —

Riccardo Canesi

(Docente di Geografia, già capo segreteria del Ministro dell’Ambiente e componente della Commissione Trasporti della Camerai)

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