Sicurezza
Interrogativi sull’incidente costato la vita a Emanuele
massa. Tanta commozione per l’ultimo saluto a Emanuele Lenzoni, scomparso il 18 gennaio a soli 38 anni per un tragico incidente stradale a Roma sulla Tiburtina. Amici e parenti si sono stretti attorno a mamma Licia, papà Giorgio e al fratello Nicola, in occasione del funerale che è stato celebrato ieri pomeriggio nella Chiesa dei “Servi di Maria” a Marina di Massa.
Trasferitosi nella capitale da dieci anni, Lenzoni ha lasciato la moglie Irene e i due gemellini Santiago e Annalu, perdendo la vita il 18 gennaio a causa di un tragico incidente stradale sulla Tiburtina mentre stava andando al lavoro in scooter. E sulla dinamica dell’incidente sono ancora tanti glii interrogativi. Dovrà essere stabilito se la caduta sia stata causata da una lastra di ghiaccio che gli avrebbe fatto perdere il controllo dello scooter, oppure per un contatto avuto con un pullman privato che procedeva dietro di lui e che comunque non si è fermato a prestare soccorso. L’ipotesi è che Lenzoni sia finito sotto le ruote del pullman stesso.
«L’incidente è stato subito sospetto - ha spiegato uno dei legali della famiglia Lenzoni - perché il motorino era intatto così come il capo del ragazzo che aveva dei danni sulla testa e sul casco, quindi appare inverosimile che Emanuele abbia trovato la morte scivolando così. Una persona si è costituita, anche se l’ipotesi accusatoria ancora non è stata formulata ma a questo punto sicuramente verrà contestata l’omissione di soccorso. Vedremo se le indagini porteranno anche all’accusa di omicidio stradale. Le telecamere sono state esaminate, anche se noi non le abbiamo ancora potute vedere perché la Procura le ha secretate. Per indiscrezioni sappiamo che il coinvolgimento del pullman c’è, bisognerà capire se il mezzo abbia tamponato il ragazzo». —
Alessandro Tabarrani
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