Il dolore
Dmax bussa a Carrara per girare “Uomini di Pietra” alle cave nella capitale mondiale del marmo
Incontro blindato con amministrazione comunale e Associazione industriali. Dopo il successo in Versilia adesso si vuole bissare il format a Carrara
CARRARA. Una riunione blindata, alla presenza dei rappresentanti dell’amministrazione comunale e della Confindustria apuana per gettare le basi di quello che potrebbe essere un bel biglietto da visita per il territorio carrarese: Dmax, dopo l’esperienza di successo a Pietrasanta, sta pensando di realizzare a Carrara la nuova serie del format “Uomini di pietra”.
Per il momento si tratta delle fasi iniziali di un percorso che vede alcuni nodi da sciogliere visto partire dalla cava (deve essere una sola) dove realizzare le riprese. Oltre alla tempistica e alla organizzazione. L’abboccamento, questo è il dato certo c’è stato e si sta lavorando per capire prima di tutto se e, in seconda battuta quando poter cominciare a girare in cava.
Il precedente
La serie “Uomini di pietra” era andata in onda in esclusiva su Dmax – canale 52 del digitale terrestre (su Sky canale 170, Tivùsat canale 28) – nei mesi scorsi: sei puntate da un'ora ciascuna da metà novembre fino alla fine dell'anno, il giovedì con tanto di anteprima su Dplay Plus (www.it.dplay.com).
Una produzione originale Giuma Produzioni per Discovery Italia con il sostegno di Trentino Film Commission pronta a raccontare la quotidianità del lavoro dei cavatori, la fatica, il know-how, l'ambiente, con al centro la ditta Henraux di Paolo Carli, in Versilia, che sul monte Altissimo, a Seravezza, a 1589 metri sul livello del mare gestisce quattro diverse cave con oltre 150 persone impiegate.
Dalle varietà (statuario dell’Altissimo, Arabescato e Versilys, Bianco Piastrone e Bianco Buca) alla filiera che attraversa tutto il mondo del lapideo; e quindi dall'estrazione della pietra per arrivare alle fasi della vendita; il tutto, ovviamente, senza dimenticare il panorama suggestivo scandito dalle voce dei protagonisti, dagli addetti lavori. Voci, storie e immagini per raccontare quella che definivano una «sfida quotidiana contro gli imprevisti, con clienti esigenti, consegne da rispettare e soprattutto, la montagna da salvaguardare come il più prezioso dei tesori».
«La scelta di ambientare “Uomini di Pietra” sul versante versiliese – ci avevano spiegato direttamente dalla casa di produzione Giuma – è derivata dal fatto che, quando abbiamo iniziato a cercare le location per il nostro programma, ci siamo rivolti alla locale Film Commission che ha fornito i nominativi di alcune cave. Una di queste era la cava delle Cervaiole. Dopo il sopralluogo l’impatto visivo è stato così emozionante, con panorami mozzafiato e altezze incredibili, che non abbiamo avuto dubbi. Inoltre, la Henraux offriva l’opportunità di seguire la filiera completa del marmo, dall’estrazione alla lavorazione del prodotto finito». Alla terza puntata anche Carrara però. «Ci fa piacere ricordare che nella terza puntata ci sarà un viaggio a Carrara, dove il protagonista Paolo Carli si recherà per acquistare una varietà di marmo bianco di cui lui non dispone. Andrà nella cava Gioia gestita dal signor Cesare che lo guiderà nella scelta. Per cui verrà mostrato anche il bacino marmifero di Carrara», precisavano ancora dalla produzione. Le riprese, lo ricordiamo infatti, avevano innescato un ampio dibattito: dalle perplessità degli alpinisti del Tam Cai di Massa sull'approccio per arrivare alle stoccate sulla scelta ricaduta sul versante della Versilia e non sulla città del marmo, Carrara.
dmax chiama carrara
Il superamento dei campanili.
Chiaro il refrain che circolava, sancito da fiumi di inchiostro, a chiedersi i motivi di una scelta che “premiava” la vicina Versilia per raccontare la quotidianità del settore marmifero. Insomma, adesso sembrerebbero vicine però le riprese nel territorio carrarese, al centro di un incontro “blindato”, per un possibile “sequel” della serie sulle cave e i cavatori sul quale tuttavia le bocche rimangono ancora cucite sia da palazzo civico, sia dagli addetti ai lavori e dal mondo delle imprese del lapideo carrarese.
—L.B.
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