Il Tirreno

in tribunale 

Stalking alla vicina, famiglia condannata

Libero Red Dolce

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Libero Red Dolce

fosdinovo. Una prima condanna, sospesa, nel 2016 non li aveva fermati. E così moglie, marito e figlio sono tornati a processo, di fronte al giudice, per lo stesso reato: stalking. E la stessa vittima: una donna, vicina di casa, che non ne poteva più di una sequela di angherie e minacce che non sembravano mai avere fine.

Nel 2016, prima che patteggiassero, erano stati sottoposti a una misura cautelare preventiva: il gip dispose l’obbligo di dimora fuori da quel contesto ambientale. Tutto a causa di rapporti di cattivo vicinato. Anche se definirli così rischia di essere un eufemismo.

Infatti il reato configurato dalla procura è lo stalking. Questo perché, a detta della donna che viveva nella casetta a Marciaso , vicino alla famiglia, la sua vita era cambiata. Aveva dovuto modificare le sue abitudini in relazione ai continui soprusi che avrebbe subito.

Dunque dopo la prima condanna, sono tornati nuovamente a processo perché le denunce e le querele nei loro confronti si accumulavano sul tavolo dei carabinieri.

A conclusione dell’udienza dibattimentale di fronte al gip, il pm Rapelli ha chiesto la condanna a un anno per il figlio Giorgio Garfagnini e i due genitori, cioé Barbara Cella Bertonati e Giuseppe Giorgio Garfagnini. La parte civile, rappresentata dall’avvocato Antonio Figaia, ha sposato la tesi del pm, ma nelle conclusioni aveva chiesto, nell’eventuale concessione di una pena sospesa, che si tenesse conto del pregresso giudiziario, subordinandola al pagamento di una provvisionale per i danni subiti. I tre sono stati condannati a 5 mesi e dovranno pagare la provvisionale. —

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