Il Tirreno

Musica e poesie al consiglio massese E l’opposizione protesta

Ivan Zambelli
Musica e poesie al consiglio massese E l’opposizione protesta

L’intervento anche del figlio di Perlasca e dell’ambasciatore israeliano La minoranza lascia l’aula dopo l’inno: «Molti qui nostalgici del fascismo» 

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Ivan Zambelli

massa. In forma virtuale, ma sempre solenne, il consiglio comunale di Massa ha celebrato la giornata della Memoria. La mattinata, come di consueto, si è basata sul ricordo di quell’atroce passato, ma non per questo è scaduta nei formalismi o in frasi di circostanza, grazie ai contributi originali e multimediali degli invitati.

Hanno partecipato, oltre ai consiglieri di maggioranza, il vice presidente della provincia Claudio Novoa, la vice prefetto Sabatina Antonelli, Elena Emma Cordoni presidente dell’Anpi, Silvio Belatti di Assoarma, Stefania della Bona di Fivl, la scrittrice Angela Maria Fruzzetti, Adelindo Frulletti presidente dell’associazione Italia-Israele, e gli studenti del liceo Classico Pierandrea Pennoni e Jacopo Evangelista.

Ad intervallare gli interventi le poesie di Egizia Malatesta e la musica di Elena Cirillo.

È stato poi riprodotto il video messaggio di Franco Perlasca che ha raccontato del padre Giorgio, “giusto tra le nazioni”, e l’ambasciatore israeliano Dror Eydar ha portato il suo saluto. Dagli interventi è emersa la necessità di non scadere, ora più che mai, in celebrazioni fini a se stesse, ma anzi questi messaggi universali contenuti nella Giornata devono essere capisaldi nei nostri pensieri e nel nostro agire quotidiano. Infatti non bisogna guardare troppo indietro nel tempo per trovare episodi di razzismo, intolleranza: giorni fa un ragazzo incitava allo sterminio degli ebrei, l’assalto al congresso americano, i sempre più frequenti episodi di profanazioni di cimiteri ebraici, le esternazioni “banali” di alcuni rappresentanti delle istituzioni, i sotterfugi per nascondere contenuti vecchi con parole nuove (vedi antisionismo al posto di antisemitismo); tutti campanelli d’allarme che, lungi dall’essere episodi isolati, segnalano che questo pericolo ancora serpeggiano nella società, anche se il più significativo è quello proposto dal presidente Frulletti: «Il 15, 6% degli italiani ritiene che l’olocausto non sia mai avvenuto (Rapporto Italia 2020 di Eurispes, ndc)». L’incontro si è concluso con l’auspicio di continuare in questa lotta per la democrazia, ogni giorno.

Tuttavia dalla celebrazione si sono ritirati consiglieri di minoranza, che al contrario hanno ritenuto la seduta una farsa, una semplice proforma: «Ci siamo limitati a commemorare la giornata con l’inno – spiega Gabriele Carioli del Pd –, siamo convinti che per molti dei consiglieri di maggioranza si sia trattato di una forzatura: in consiglio abbiamo gente che chiede minuti di silenzio per Capitol Hill, che crede veramente che il Ventennio sia stato il momento più bello della storia italiana. C’era molta ipocrisia in quella seduta. L’hanno fatta per dovere, non per sentimento. Non ci hanno neppure invitato all’organizzazione della giornata, come sempre si è fatto». Anche per Luana Mencarelli, dei Cinque stelle, si è trattato di un’ipocrisia: «Serve coerenza, perché se vuoi commemorare i valori dell’antifascismo non puoi calpestarli quotidianamente e poi riempirti la bocca una volta all’anno. Da tempo vanno avanti comportamenti antidemocratici nei confronti delle minoranze. In consiglio tolgono la parola, non mandano documenti, insultano e scherniscono, compreso il presidente del consiglio comunale, che dovrebbe essere super partes. Adottano mozioni contro la comunicazione violenta, chiedono solidarietà alle loro donne, ma poi sono i primi a comportarsi in un certo modo verso gli altri». —

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