Il Tirreno

il messaggio agli studenti 

«Studiate e leggete, perché è l’unico modo per non dimenticare»

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massa. Si rivolge agli studenti la sezione provinciale dell’ “Associazione nazionale mutilati ed invalidi di guerra e fondazione”, gli stessi scolari che ogni hanno ha incontrato per la “Giornata della memoria” e che quest’anno non potrà incontrare. «Per ricordare loro, oggi, lo sterminio, le stragi, le violenze, le persecuzioni praticate nei campi di concentramento e subite dalla popolazione civile negli anni della seconda guerra mondiale ad opera dei nazisti».

«Nel solco delle attività promosse negli anni scorsi dalla nostra Associazione – scrivono – e vista l’impossibilità di entrare nelle scuole a causa della pandemia, si è ritenuto di parlare agli studenti dell’importanza di questa giornata, per conservare la memoria, soprattutto nelle giovani generazioni, di un tragico ed oscuro periodo della storia».

«Ripercorrere e rileggere quel periodo storico, triste ed orrendo, che la popolazione mondiale ha subito fino al punto di cancellare ogni speranza di vita futura, ci dovrebbe oggi indirizzare, in ogni momento della nostra vita, ad azioni e ad un camino più saggio, in quanto più ricco di memoria storica. Dovremmo tutti sentirci sempre impegnati in prima linea nel praticare ed esigere la difesa della pace, della giustizia e la difesa della vita di ognuno, nessuno escluso, senza distinzione. L’odio, il razzismo, la xenofobia, l’intolleranza producono solo morte, sterminio, dolore. Ricordare, oggi, quel giorno e quel periodo storico vuol dire cercare di capire il perché di tanto orrore, di tante vittime innocenti, di tanti delitti perpetrati, di tanto silenzio e di tanta indifferenza da parte di chi sapeva. La memoria dell’Olocausto deve essere tenuta viva, perché “la storia che si dimentica si ripete”», aggiungono.

«Questo è il significato del “Giorno delle Memoria”: ricordare gli orrori del passato, affinché non possano più ripetersi. Bastano solo le pagine iniziali del libro “Se questo e’ un uomo” di Primo Levi, quando racconta il viaggio per raggiungere l’inferno di Auschwitz, per capire la bestiale disumanità di chi ha programmato lo sterminio di milioni di innocenti». —

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