Il Tirreno

una vicenda che ha dell’incredibile 

Rivendica il suo posto auto, disabile accusato di molestie

Rivendica il suo posto auto, disabile accusato di molestie

Il caso in un condominio in cui l’uomo trovava il suo parcheggio occupato L’avvocato difensore Ricciotti: sensibilizzerò anche la Consulta comunale 

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CARRARA. Una vicenda che va avanti da dieci anni. Una storia che vede protagonista un disabile di 56 anni, con gravi problemi di deambulazione.

Una sorta di “Davide contro Golia”: l’uomo, che porta sul corpo i segni di un terribile incidente avvenuto in gioventù, rivendica un parcheggio per disabili idoneo alle sue esigenze e chiede, invano, di poter lasciare la sua auto sotto il protone per le necessità di carico e scarico.

Il condominio fa orecchie da mercante. Lui, a quel punto, comincia a cantarle a chi mette la macchina troppo vicino alla sua, impedendogli di fatto di poter scendere. E a chi usa lo spazio davanti al portone per metterci motorini e biciclette. “Dice la ragione” a tutti, e documenta con fotografie i parcheggi selvaggi.

Morale della favola? Il 56enne finisce sul banco degli imputati: l’accusa da cui deve difendersi (è assistito dall’avvocato Giuseppe Ricciotti) è quella di molestie.

Il processo è stato aggiornato al prossimo 15 giugno. Ma intanto, nei giorni scorsi, è stata ripercorsa la vicenda.

Una storia che prende le mosse dieci anni fa. All’epoca il condominio in cui trova casa il disabile non aveva ancora gli stalli per le auto. In un secondo momento è lui stesso a chiedere che venga realizzato un parcheggio per disabili: si offre di farlo a sue spese con regolare progetto di un geometra. Ma l’assemblea condominiale rigetta l’offerta: sarà il condominio stesso a realizzarlo. E qui cominciano i problemi perchè, secondo il disabile, lo stallo è realizzato senza la fascia obliqua accanto al posto di guida. Se le altre auto parcheggiano “ a filo” il 56enne fatica a scendere dalla macchina.

Non solo: l’uomo fa richiesta di poter parcheggiare, solo lo stretto tempo necessario, sotto il portone per scaricare la spesa. La risposta perentoria è “no”, quell’area deve essere lasciata libera secondo le regole del condominio stesso.

A questo punto il disabile scrive all’amministratore per denunciare i parcheggi “selvaggi” da parte di alcuni condomini. a le sue raccomandate (che finiscono nel fascicolo della difesa) non ricevono risposta.

Allora comincia a “cantarle” a chi mette male le auto, a chi gli parcheggia tanto vicino da obbligarlo a faticose contorsioni per uscire dalla portiera. E documenta i parcheggi selvaggi, sotto il portone, proprio dove lui aveva fatto richiesta per poter svolgere rapide attività di carico e scarico, di biciclette e motorini altrui.

La vicenda finisce con la denuncia, per molestie, del disabile, da parte di uno dei condomini. Si arriva a un tentativo di mediazione, a cui il condominio non si presenta,

E così la vicenda ha avuto epilogo in un’aula di tribunale dove il giudice Valentina Prudente ha aggiornato il processo al prossimo giugno.

«È una vicenda che ha dell’incredibile – spiega l’avvocato Giuseppe Ricciotti che difende il 56enne disabile – Il mio assistito sta vivendo i disagi di non avere un parcheggio idoneo, per le sue difficoltà fisiche, e si ritrova anche sotto accusa».

«Di questa vicenda - aggiunge il legale - sono pronto a interessate la Consulta disabili comunale per cercare di sensibilizzare su una argomento che purtroppo interessa moltissimi nostri concittadini». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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