Il Tirreno

Passa il regolamento sui referendum comunali, è polemica

Ivan Zambelli
Passa il regolamento sui referendum comunali, è polemica

L’opposizione: documentazione incompleta. Bocciata la commissione sul caso Serinper: «Ce ne sono già due...»

3 MINUTI DI LETTURA





Massa. Tutto a norma di legge per la maggioranza, uno strappo alla prassi secondo le opposizioni. Lunedì è tornato il consiglio comunale, che ha approvato il regolamento per i referendum comunali, non senza polemiche, anche di merito. Le opposizioni hanno infatti lamentato una mancanza di comunicazione di alcuni atti che, unita ad una presunta dichiarazione di rinvio poi non avvenuta, ha impedito agli stessi di studiare il regolamento e di formulare emendamenti.

Si lamenta Agostino Incoronato, presidente dimissionario della Commissione Affari istituzionali: «Non è stato fatto un regolamento sinottico (testo originale più le modifiche, ndc) e non ho neanche avuto la proposta di delibera. É stato inviato il regolamento a tutti i consiglieri? Chiedo un parere di regolarità al segretario generale». Interpellato, il segretario generale Federico Cuccolini ha risposto che per la regolarità basta che gli atti, e quindi la proposta di delibera, vengano depositati, ma possono essere consultati su richiesta dei consiglieri. Fin qui tutto chiaro, almeno dal punto di vista procedurale. Ma c’è anche la faccenda degli emendamenti: la commissione ne ha presentati 4, la maggioranza 12. Quest’ultimi però sono arrivati alle 17:30, mezz’ora prima del consiglio. Anche qui, tutto secondo la legge: si possono presentare fino all’ultimo secondo.

La minoranza ha fin da subito lamentato di non essere riuscita a leggerli, anche per un altro motivo, ben preciso e segnalato dal capogruppo del Pd Gabriele Carioli: «In una delle ultime riunioni dei capigruppo lei presidente (Stefano Benedetti, ndc) ha detto di voler ritirare la proposta di delibera, perché era piena di refusi». Irremovibile Benedetti, che pur non ricordando di aver detto ciò ha ribadito che la calendarizzazione è stata fatta, e che quindi bisognava procedere. Ma per le minoranze si sarebbe trattato di una discussione al buio: vedendo che la proposta non arrivava, i consiglieri hanno pensato che non si sarebbe discussa. E non hanno neppure presentato emendamenti, compresi i Cinque stelle, che sulla partecipazione diretta ne fanno da sempre un elemento identitario: «Ero estremamente convinto – interviene Paolo Menchini – che questo atto non si sarebbe discusso, perché ero informato del ritiro per refusi. Io sulla partecipazione ho incentrato molta della mia attività politica, e non posso discuterlo degnamente». «Di solito inviamo tutto – ribadisce più volte Benedetti – ma il regolamento dice espressamente che gli atti all’ordine del giorno devono essere depositati; c’è l’obbligo del deposito, ma della notifica non si parla da nessuna parte, non c’è l’obbligo di inviarla». Alessandro Volpi del Pd: «Noi siamo online, dovete mandare la documentazione completa, non ci può dire che una volta depositato siete assolti. Nelle scorse legislature era prassi consolidata l’invio degli elenchi e gli allegati delle pratiche, e quando non avveniva questo provocava delle vere e proprie sollevazioni. Le posso citare molti casi in cui lei presidente era protagonista». Ma rimostranze a parte, i lavori sono comunque andati avanti senza le opposizioni, scollegate per protesta, nonostante la proposta del sindaco per una sospensione di 30 minuti, così da consentire a tutti di prepararsi.

Approvato il regolamento, il consiglio è passato all’ultima pratica, contenente la richiesta di Luana Mencarelli per istituire una commissione d’indagine interna, ritenuta più utile di quella conoscitiva attualmente esistente, legata al coinvolgimento di alcuni dipendenti del comune nel caso Serinper. La maggioranza dei presenti ha però respinto la proposta, per varie ragioni: secondo il sindaco Francesco Persiani potrebbe essere uno strumento utile semmai in un secondo momento, a seconda dello sviluppo delle indagini; per Luca Guadagnucci della Lega «un’ulteriore commissione comporterebbe un costo ingiustificato, e non potrebbe operare con gli stessi strumenti (documentazione) e competenze (investigatori) della magistratura»; su questa scia anche una nota della Lega, che ha ritenuto la proposta inutile e ridondante, data l’esistenza di altre due commissioni, una regionale e l’altra appunto conoscitiva del Comune. Pertanto, proposta respinta: 19 contrari (maggioranza), 8 favorevoli (opposizioni), 1 non voto (Benedetti).

Ivan Zambelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web