Sicurezza
Nasce un comitato nel cuore di Marina: già oltre 100 iscritti
Francesca Vatteroni
CARRARA. Nasce il comitato “Zona Marina” con già più di 100 iscritti in appena due giorni di vita. Il primo vagito parla chiaro: no al degrado a Marina, solo così si combatte la malamovida. Il presidente Gino Stefanini (nella foto) è ottimista, forte di un primo risultato ottenuto essendo riuscito a gettare un ponte di dialogo tra residenti della zona, commercianti, qualche bar e addirittura forse anche alcuni ragazzini frequentatori della Movida. «Dialogo, proposte e idee devono essere le linee guida e la stella polare del comitato» spiega Stefanini chiedendo di specificare bene il link del gruppo che ha una pagina sui social attraverso cui si propone di discutere e raccogliere suggerimenti.
«Tra di noi ci sono molti commercianti – dice Stefanini –che sono i primi a rimetterci da questa situazione e ci sono anche dei bar-sottolinea-e le proposte sono già tante: arrivano richieste di recupero della Caravella, delle pinete con maggiore illuminazione. Le pinete immerse nel degrado e nella sporcizia». Le proposte e i suggerimenti sono tanti: c’è chi invoca maggiore attenzione in un’ottica turistica, chi reclama cestini per la cartaccia sul lungomare e nelle pinete. «Iniziamo a fare cultura! Proporre attività, smetterla di fare le notti blu, bianche, rosse o nere! Fare notti gradevoli, piccole cose, ma di buon gusto, musica che ti accompagni, non quella che non ti permette neppure di parlare. Curare le pinete, mettere telecamere, mettere cestini». Stefanini insiste: «Dobbiamo mettere a fuoco delle soluzioni per recuperare questi ragazzini, per svegliare le coscienze di tutti, soprattutto dei genitori. Il daspo va bene ma solo per i più violenti, gli altri, i più piccoli dobbiamo lottare per salvarli dal degrado. Una ragazzina con cui sono in contatto e a cui ho chiesto cosa vorrebbe, mi ha risposto: ci sono solo bar è normale che si beve, sarebbe bello avere cinema e discoteche anche nel pomeriggio magari a prezzi non tanto alti». «Sono tutti assiepati davanti alle vetrine – fa notare Stefanini, ma anche altri si erano lamentati dello spazio non sufficiente in quella zona dove stanno tutti concentrati– oppure seduti per terra tra le macchine, quella zona è troppo piccola per ospitarli tutti: perché non usare il parcheggio davanti alla Caravella?»
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