La protesta
La tregua per la Rsa va avanti I sindacati chiedono un tavolo
carrara. «Lo sciopero dei farmaci è sospeso in questi giorni in attesa del prossimo incontro, ma senza risoluzione della vicenda sono pronto a ricominciare». Lo precisa subito Gianni Marchi, l'operatore della Regina Elena che con la sua forte protesta (lo stop all'assunzione di 3 farmaci salva-vita) ha portato al centro di un tavolo i bandi di assunzione della rsa. Ieri il via effettivo del tavolo ad hoc, come annunciato dopo il primo incontro tra Marchi e il sindaco. In sala di rappresentanza, tra presenze e collegamenti virtuali, oltre a Marchi, i vertici della casa di riposo, il sindaco Francesco De Pasquale e le sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil). «Le soluzioni contrattuali proposte non puntano a una “privatizzazione” della Casa di Riposo e saranno integrate, in sede di contrattazione individuale, per equiparare il trattamento dei neoassunti a quello del personale già in forza», assicurano da palazzo civico al termine della riunione. «Come amministrazione, insieme al presidente Profili, siamo disponibili a tornare a confrontarci sugli aspetti più prettamente tecnici di questa vicenda, per questo abbiamo accolto positivamente la proposta di convocare un nuovo tavolo», commenta il sindaco precisando che per questioni organizzative l’appuntamento dovrà tenersi all’inizio della prossima settimana. I sindacati. Cisl Fp e Cgil Fp ribadiscono «la necessità di continuare ad applicare il contratto delle Autonomie Locali (la struttura pubblica di Cascina nello scorso agosto ha assunto 17 unità con lo stesso contratto di lavoro) sia per ragioni organizzative sia per dare continuità e rafforzare l’unica struttura del Comune di Carrara»; e così, ringraziando il sindaco per l'incontro, sono usciti, spiegano in nota, «soddisfatti poiché l'amministrazione ha preso atto della situazione e si è riservata di sospendere i bandi di concorso con cvertontratto Uneba. Chiediamo che i bandi vengano sospesi o ritirati e che si apra un tavolo di trattativa per proseguire nel percorso della rsa come struttura pubblica». Sempre in nota, ma non congiunta con le altre due sigle, la replica di Claudio Salvadori (Uil Fpl provinciale) che definisce l'incontro un «buco nell’acqua». «Siamo usciti senza risposte e certezze. Siamo preoccupati per la situazione generale in cui regna la disorganizzazione anche a fronte di una pandemia che ha fatto segnare un altro focolaio nella struttura e in particolare per la gestione del personale – sottolinea –. Chiediamo urgentemente un tavolo per discutere nel dettaglio tutte le criticità e trovare soluzioni condivise. Di fatto non si capisce bene chi deve fare che cosa dentro la struttura. Il lavoro, complice l’emergenza sanitaria, ha raggiunto livelli di stress intollerabili e non è assolutamente vero quando sostiene la dirigenza: non c’è alcuna condivisione, i lavoratori non vengono coinvolti. In particolare, poi, gli infermieri sono ridotti all’osso come organico», scrive. —
Luca Barbieri
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