Attenzione
«Se vogliono l’ampliamento paghino il ripascimento»
Nel 2009 i due Comuni di costa firmarono insieme un protocollo per la creazione del porticciolo turistico. Ora le posizioni sono cambiate
MASSA CARRARA. Se vuole ampliare il proprio porto, Carrara deve contribuire all’opera di ripascimento volta a limitare l’erosione provocata dallo scalo. A dirlo è il sindaco di Massa Francesco Persiani, che lancia una sfida ai vicini carraresi. «La logica – afferma Persiani – induce a pensare che ci deve essere una compartecipazione in questo. Se Carrara vuole sviluppare la sua economia va benissimo, ma deve anche pensare a compensare il resto del territorio. Il mio atteggiamento è sempre stato coerente. Il porto c’è, non lo possiamo togliere. È un elemento importante di sviluppo economico, può essere artefice però di una maggiore erosione della costa. Lo sviluppo portuale non dipende da noi, ma da Carrara e dell’Autorità portuale del Mar Ligure Orientale».
Persiani chiede, dunque, «la garanzia che quanto sarà fatto non peggiori la situazione». In caso contrario, anticipa il sindaco, «ci vedranno contrari. Incontrerò il nuovo presidente dell’Autorità portuale forse a febbraio e seguiamo il percorso da vicino, senza andare dietro a battaglie ideologiche. È emerso anche dai forum organizzati da Forte dei Marmi, – conclude Persiani – e dagli incontri coi Paladini Apuoversiliesi: il ripascimento è fondamentale. Bisognerà portare sabbia per anni e fare manutenzione».
Per approntare gli strumenti urbanistici necessari all’ampliamento del porto, il Comune di Carrara aveva votato insieme a quello di Massa un “Protocollo d’intesa per il Piano regolatore del porto di Marina di Carrara e per il porto turistico di Carrara e Massa”. I due Comuni votarono in contemporanea il 30 dicembre 2009. Massa, in altre parole, appoggiava e l’allargamento dello scalo di Marina di Carrara, nella convinzione che non fosse il porto e neanche il suo eventuale ampliamento la causa dell’erosione costiera a Marina di Massa. L’ampliamento previsto da quel Prg, poi, è stato messo in un cassetto.
Ora Persiani riapre la questione auspicando una “compensazione” per i danni causati dal porto. —
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