Addio a Giulio Lattanzi una vita per il sindacato Uil
Da Carrara si era trasferito a Roma e poi a Castelsantangelo (Macerata): dopo il terremoto del 2016, fece una battaglia per riavere i giornali di carta
Carrara. È morto a 83 anni a Roma, dove si trovava per delle cure, Giulio Lattanzi, una delle figure-simbolo dell'attaccamento dei terremotati alle zone colpite dal sisma del 2016, tra Umbria e Marche).
Originario di Carrara, ma da anni residente Castelsantangelo sul Nera (Macerata), borgo raso al suolo dalle scosse di fine ottobre di 4 anni fa, Lattanzi aveva lanciato la battaglia per riportare giornali cartacei e riviste a Castelsantangelo sul Nera, Visso e Ussita, dove la popolazione era tornata ad abitare nelle Sae (Soluzione abitativa in emergenza). Insieme al figlio Giovanni aveva scritto all'Ordine dei Giornalisti, alla Fnsi, alla Fieg.
Sindacalista della Uil, Lattanzi era stato anche presidente della sezione Anpi Altonera. I funerali laici si terranno a Castelsantangelo sul Nera domani martedì alle 15, nella "Casa amici del Trentino" (una delle strutture in legno donate dopo il terremoto).
Come ricorda il figlio Giovanni, Giulio Lattanzi non era più a Carrara dal ’68: è stato segretario della Uil a Pisa poi Macerata, Forlì, a Roma è stato segretario generale della Uilias categoria degli alimentaristi poi segretario della Uiltucs categoria commercio e servizi. Ha scelto poi di ritirarsi in pensione nel paese della moglie Angela (deceduta alcuni anni fa) che era ormai diventato anche il suo. Aveva però Carrara sempre nel cuore e quando c’era la possibilità, veniva a trovare la sua sorella.
Sarà sepolto nel cimitero a Castelsantangelo vicino alla moglie; lascia anche un’altra figlia, Laura.
Giulio Lattanzi era anche giornalista a sua volta, aveva un blog, scriveva per riviste. Molti i ricordi di stima nei suoi confronti e di vicinanza alla famiglia. Scrive fra l’altro il figlio Giovanni: «Babbo sei stato “dur com el marm” (ho provato a scriverlo en cararin) i carrarini mi correggano. Una promessa la faccio, continuerò a scrivere per il futuro di questo paese, per il futuro delle nostre amate montagne, per castello».
Lo ricorda anche Enzo Baccioli, storico militante repubblicano: «Carrarino di nascita aveva svolto sempre il suo impegno tra le fila dell'Unione Italiana del Lavoro, prima presso quella di Massa-Carrara, poi (dopo Pisa, ndc) alla Uil di Roma, in Romagna e, negli ultimi anni, nelle Marche. Esprimo il mio cordoglio ai famigliari ed agli Amici Repubblicani, Mazziniani e della Uil che l'avevano per amico».M.B.
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