Il Tirreno

la mareggiata 

Partaccia, le ondate arrivano in strada Bugliani chiede lo stato di emergenza

Ivan Zambelli

Di nuovo invaso da sassi e ghiaia il lungomare, danni agli stabilimenti. Il consigliere regionale: pericoli anche per le persone

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MASSA. Un’altra mareggiata, la terza in meno di un mese, colpisce il litorale massese, aggravando ancora il fenomeno erosione e facendo aumentare le preoccupazioni degli operatori turistici. La mareggiata ha provocato danni soprattutto nella zona della Partaccia, dove le scogliere parallele alla costa non riescono più a fermare le onde. Il mare è arrivato fino in strada, il Lungomare delle ex colonie è stato invaso da sassi e ghiaia trasportati dalle onde, ed è stato chiuso al traffico. Un problema ormai che si ripete da anni ma che ogni volta sembra diventare più allarmante. Difatti l’allarme sale tra i balneari, anche perchè le opere di protezione della costa sono ferme da tempo, che chiedono soluzioni e certezze per poter continuare a lavorare.

Una situazione a cui prova a dare risposta il consigliere regionale Giacomo Bugliani. Il quale ha chiesto lo stato di emergenza. Ieri pomeriggio, quando ancora il mare era in tempesta, il consigliere piddino è andato al bagno Marchini, alla Partaccia, il più colpito dalla mareggiata, tanto da rischiare di finire letteralmente in mare. Qui ha incontrato la titolare dello stabilimento Angela Trespidi, il presidente regionale Fiba Confesercenti Stefano Gazzoli, la presidente del Consorzio Riviera apuana Itala Tenerani e il suo vice Maurizio Ragaglini. Il gruppo ha fatto un sopralluogo lungo quel tratto di litorale, che è servito a confermare la gravità della situazione. «Una vera emergenza», ha detto Bugliani, il quale ha annunciato di avere inoltrato agli uffici competenti della Regione Toscana la richiesta per il riconoscimento dello stato di emergenza.

«Ho preso contatto con Giovanni Massini, direttore del settore regionale per la Difesa del suolo e della costa, presentandogli le varie criticità del nostro territorio. Ho chiesto lo stato di emergenza regionale, perché qui ci sono condizioni che mettono a rischio la salute delle persone. C'è bisogno di intervenire con somma urgenza, e la dichiarazione di stato di emergenza è lo strumento idoneo per poter agire in tempi brevi, sorvolando le ordinarie procedure che ci porterebbero troppo in là con i tempi. In Regione stanno aspettando che finisca la mareggiata e in generale l’allerta su tutto il territorio toscano».

Domani, dunque, dovrebbe esserci una prima valutazione di quanto successo e a quel punto potrebbe scattare lo stato di emergenza. «Ci sono tutti i presupposti per chiederla, e l’ho chiesta», ribadisce Bugliani. Se dichiarata, si potrà quindi procedere con un ripascimento straordinario nei punti più sensibili, anche per salvaguardare la stagione balneare. Si tratta comunque di un percorso parallelo alla task force regionale per contrastare l'erosione: «Quello è un altro tipo di strumento, che ci deve portare ad interventi programmati, annuali; ma queste devastazioni richiedono interventi emergenziali. Quando l’acqua arriva sulla strada il rischio per le persone è evidente». —

Ivan Zambelli

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