Sicurezza
Gianni Marchi al presidente: scritte alcune inesattezze
Carrara. «Lo ringrazio per la preoccupazione e per le belle parole, ma nella lettera ci sono parecchie inesattezze...». Dal percorso «condiviso» ai nuovi bandi, passando per le assunzioni di infermieri: l'operatore della Regina Elena Gianni Marchi, che proprio in questi giorni ha ripreso ad assumere i medicinali salva-vita in attesa del tavolo con sindacati e vertici dell'azienda speciale, ringrazia il presidente Giuseppe Simone Profili per la lettera ricevuta, ma poi – sia come dipendente, sia come delegato Cisl – ci tiene a mettere in fila quelle che chiama senza mezzi termini «inesattezze». «L'assorbimento di due infermieri in graduatoria, con il concorso arrivato dall'amministrazione precedente, non è un percorso virtuoso. C'erano posti mancanti in organico ed è stata un'azione amministrativa per nulla speciale. Ma anche per la presunta eliminazione del lavoro interinale, sono intervenuti dove obbligati a farlo. Quando non obbligati dall'interposizione di personale i contratti sono andati sempre in direzione del precariato», spiega Marchi. E ancora: «Contratto Uneba al direttore? Certo, avevo anche detto di farne uno meno remunerativo». E arriviamo ai nuovi bandi e alle condizioni contrattuali al centro dello sciopero dei medicinali di Marchi che lo ha interrotto, ricordiamo, ma con la promessa di un tavolo in tempi stretti per ridiscutere del tema. «Se parificano il contratto, monetizzando al livello degli enti locali, credo possa farlo un privato, non una pubblica amministrazione. Ho seri dubbi, ma anche se fosse possibile ci sono – cito a memoria –: 8 giorni di ferie in meno, 12 ore mensili in più, congedi parentali inesistenti, trattamento mutua assolutamente negativo. Poi il tema del cambio in azienda speciale. L'ho già detto al sindaco, ho parlato di una rsa simile di Cascina con un bando da 16 assunzioni di contratti enti locali...», insiste. E chiosa: «Personalmente ho saputo ufficialmente il 9 novembre scorso in una riunione sindacale, prima era un chiacchiericcio, non di certo prese di posizione ufficiali», conclude.
L.B.
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