La manifestazione
Marina di Carrara, devastati i due “palloni” dove ha giocato anche Lorenzo Musetti
Al Club Nautico danni per 30mila euro. Il gestore: un boato come una bomba. Distrutte le strutture per il tennis al coperto
Carrara. Lo sgomento e la paura provati un paio di anni fa si materializzano nuovamente poco prima delle 19 di venerdì scorso.
Il vento forte questa volta si accanisce sui campi 2 e 3, collegati, e porta via e scaraventa in terra i grandi tendoni verdi. Quei campi dove ha giocato anche il talento carrarese del tennis Lorenzo Musetti e che adesso dovranno restare off-limits per almeno un paio di mesi, stimano i gestori della struttura. I danni? Per quelli diretti si parte da 30 mila euro, almeno dai primi calcoli fatti poco dopo l'evento.
Il maltempo sferza il litorale e colpisce anche il circolo del tennis del Club Nautico a Marina di Carrara, a due passi dal mare. Succede quasi in serata: il vento si fa sempre più forte, come la pioggia, e a pochi minuti dalle 19 distrugge quelle grandi coperture. Tanta paura anche per gli ultimi atleti rimasti nel tardo pomeriggio e per i gestori che hanno sentito un forte boato. «Un boato incredibile, sembrava una bomba. Siamo usciti dallo spazio del bar e abbiamo visto venir giù tutto, fortunatamente non c'era più nessuno all'interno dei campi da gioco. Alcuni stavano uscendo e sono rimasti di sasso; altri invece avevano già disdetto la prenotazione per giocare», racconta Pier Paolo Veschi, gestore da oltre 30 anni del circolo che ha visto su questi campi anche un giovanissimo Musetti per i tornei.
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«Lorenzo Musetti, è fortissimo, ora è in Turchia, lo seguiamo sempre. Ha giocato anche qui ovviamente delle partite», ricordando però che non era tesserato del Club Nautico, dice il gestore mentre in mattinata fa la conta dei danni. Veschi guarda più volte quella struttura che copre i campi centrali, il numero 2 e 3.
«Sì, non c'era nessuno e quindi è andata bene. Ora non abbiamo metà dei campi di fatto, che poi sono quelli coperti e quindi in questa stagione quelli più adoperati, per almeno un paio di mesi – continua –. I danni, da una prima stima, si aggirano sui 30 mila euro quasi: 10 mila per copertura e quindi arriviamo a 20, visto che i campi sono due: poi ci sono i fari, i lampioni, la porta, la manutenzione. Per non parlare appunto della perdita indiretta delle prenotazioni che ci sarà. Adesso dobbiamo aspettare che il terreno si asciughi da tutta questa acqua, poi penseremo allo smaltimento delle coperture che vanno buttate, sono distrutte», fa notare indicandole, con i drappi verdi e bianchi sparsi nell'acqua piovana. Tutto, ripercorre, si condensa in pochi istanti attorno alle 19 di venerdì, con il circolo vicino all'orario della chiusura. Poi il forte vento e quel boato che ha rispedito i ricordi all'evento precedente, simile. «Veramente pochi istanti – ripete il gestore –; una tromba d'aria credo che ha spaccato i due palloni... Due anni fa circa oramai la stessa cosa: con la copertura dell'impianto numero 1 andata distrutta». Questa volte le coperture sono due: quelle dei campi centrali, collegati con un tunnel interno. «Così effettivamente mai, pensandoci; il boato ci ha fatto veramente spaventare e quando siamo andati a vedere oramai stava tutto crollando...», conclude Veschi.
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