Il Tirreno

in aula 

Servizi non eseguiti, sette carabinieri rinviati a giudizio

Chiara Sillicani

Il processo potrebbe unirsi a quello sulle presunte violenze Gli atti sono stati inviati a Massa dalla procura militare

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Chiara Sillicani

AULLA. Un procedimento collegato a doppio filo al processo, di fronte al giudice collegiale, per le presunte violenze in alcune caserme lunigianesi. Dalle lunghe indagini su quelle violenze sarebbero emersi, infatti, anche reati militari, in particolare quello di violata consegna. Un reato che si configura nella mancata applicazione degli ordini di servizio e per cui adesso sette carabinieri, ieri rinviati a giudizio dalla giudice Valentina Prudente, dovranno difendersi a processo.

I carabinieri – per semplificare – non avrebbero eseguito i servizi assegnati dai superiori e la mancata esecuzione sarebbe emersa nel corso dell’indagine sulle presunte violenze grazie ai geolocalizzatori installati in alcune macchine a disposizione dei militare. Secondo l’accusa quei geolocalizzatori avrebbero accertato – le difese hanno più volte sollevato dubbi sul loro funzionamento – che alcuni carabinieri non si trovavano nei luoghi in cui avrebbero dovuto eseguire il servizio assegnato.

Gli atti, trattandosi di aspetti che riguardano il lavoro dei carabinieri, sono stati trasmessi alla Procura militare di Roma, competente per la Toscana. I magistrati romani hanno però valutato che, per connessione, ad occuparsi del caso dovessero essere i colleghi della magistratura ordinaria apuana. Hanno cioè ritenuto che, trattandosi di reati minori, l’eventuale procedimento dovesse essere affidato alla procura che si occupava di quello inerente i reati più gravi. Gli atti sono tornati quindi nelle mani della pubblico ministero Alessia Iacopini che ha chiesto il rinvio a giudizio dei sette indagati.

Ieri le difese, in particolare l’avvocato Gianpaolo Carabelli, hanno sollevato dubbi sulla giurisdizione. Hanno – per dirlo con parole semplici – sostenuto che, essendo la mancata consegna un reato di tipo militare, dovesse essere la procura militare romana, appunto, a farsi carico dell’eventuale procedimento. La giudice per l’udienza preliminare Prudente, dopo essersi ritirata in camera di consiglio, ha respinto l’eccezione e valutato che la magistratura ordinaria apuana avesse titolo ad occuparsi del caso. E ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio.

I sette carabinieri, quindi, saranno chiamati a difendersi a processo.

La prima udienza è stata fissata per il prossimo 26 marzo. Si svolgerà nella Sala della Resistenza, a Palazzo Ducale, a Massa perché le aule disponibili in Tribunale sono troppo piccole per accogliere, nel rispetto delle norme anti contagio, gli indagati e i loro legali.

L’udienza è stata fissata per le 9, soltanto mezz’ora prima dell’inizio di quella in calendario, nella stessa Sala della Resistenza, per le presunte violenze nelle caserme lunigianesi. Proprio la scelta della data e dell’orario fa presumere – seppur fino ad ora non ci siano stati atti formali in questa direzione – che l’intenzione sia quella di riunificare i due procedimenti. —

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