Sicurezza
Molestie e minacce ad alcuni leghisti durante un evento in due a processo
CARRARA. Adesso sono tutti e due a processo, di fronte al giudice monocratico Giovanni Tori. Secondo l’accusa, infatti, insieme, hanno insultato e minacciato alcuni esponenti della Lega mentre, nel centro di Carrara, promuovevano, sotto ad un gazebo, una raccolta firme nel dicembre del 2018.
L’uomo e la donna sono stati denunciati, alla denuncia ha fatto seguito una indagine della Procura, coordinata dalla pubblico ministero Alessandra Conforti e adesso entrambi devono difendersi a processo dall’accusa di molestie e minacce in concorso. L’uomo, un operaio di 50 anni e la donna, entrambi vicini agli ambienti anarchici carraresi, arrivati di fronte al banchetto della Lega per la raccolta firme avrebbero disturbato i rappresentati del partito leghista presenti in quel momento.
E secondo la pubblico ministero quel “disturbo” configura una vera e propria molestia. I due imputati avrebbero più volte inveito contro gli esponenti del partito di Salvini, appellandoli come fascisti, chiedendo loro ripetutamente e a voce alta “Dove sono i 49milioni?”, con riferimento alla questione delle rendicontazioni del partito.
A quel punto i toni si sarebbero alzati e dalla molestia i due imputati sarebbero passati alle minacce in particolare – questa la ricostruzione dell’accusa – l’uomo, avrebbe gridato a chi era impegnato nella raccolta firme, “Vi do fuoco”. A quel punto i leghisti avrebbero richiesto l’intervento degli agenti della polizia affinchè calmassero l’uomo.
A quell’intervento, come dicevamo, ha fatto seguito la denuncia. E per i due, al termine delle indagini, si è aperto il processo di fronte al giudice monocratico Tori.
Ieri si è svolta una nuova udienza, a rappresentare l’accusa in aula era la pubblico ministero Roberta Moramarco, l’operaio cinquantenne, invece, è difeso dall’avvocato Umberto Zangani. Durante l’udienza di ieri mattina sono state ascoltate le parti offese, vale a dire gli esponenti della Lega presenti al banchetto per la raccolta firme, nel centro di Carrara, il 17 dicembre del 2018, data a cui risalgono i fatti oggetto del processo di fronte al giudice monocratico. —
R.C.
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