Sicurezza
I lavori allo stadio sono “fai da te”
La pandemia non ha frenato l’entusiasmo dei tifosi che hanno lavorato per apportare migliorie al Raffi
Massa. L’entusiasmo dei dirigenti, della presidenza e degli sportivi di Romagnano non si è fermato nemmeno con la Pandemia e questo, unito alla passione per il calcio e per la squadra amaranto, ha fatto si di sfruttare il periodo di sosta obbligata lavorando e modernizzando lo stadio Raffi, naturalmente fin dove arriva la loro possibilità. E cosi con tanto volontariato, a livello di “esperti” dei vari settori come muratori, meccanici, ingegneri e soprattutto dirigenti e soci che hanno anche contribuito “frugandosi in tasca” per le spese di acquisto materiali, hanno cominciato a costruire una bella tribuna coperta, riparata dal vento e con tanti seggiolini. Cosi, ad occhio, perché abbiamo visto lo stato dei lavori da posizione critica in quanto chiuso a giocatori ed atleti e tifosi, come tutti gli altri impianti dilettantistici italiani in questo momento, i posti a sedere ed al riparo dovrebbero essere circa trecento. Una capienza sufficiente per categorie fino all’Eccellenza e per molte società anche in serie D, visto quelle che abbiamo incontrato dove ha giocato la Massese in queste ultime stagioni, per esempio. Probabilmente saranno installati subito un po’ di meno visto che per la categoria dove si trova il Romagnano ora bastano, ma già strutturata per arrivare ai trecento posti, perché l’obiettivo futuro dei dirigenti amaranto è di arrivare in categorie superiori. E’ l’unico impianto del comune di Massa a dotarsi di una tribuna coperta, riparata alle spalle dal vento e con seggiolini. Una comodità sognata da tempo dal presidente del Romagnano Roberto Pucci e da tutti i suoi collaboratori che da anni stavano aspettando e studiando questo momento. “ Ci siamo decisi a iniziare a dar vita a questo progetto spinti anche dallo stop che ci ha imposto la pandemia – ci hanno detto il presidente Roberto Pucci & C - e tutti insieme, come facciamo sempre abbiamo iniziato a chiamare “ a raccolta” chi era disponibile per le sue capacità ed esperienza. Cosi abbiamo unito il tempo e le forze di questi “ romagnanesi” dalla grande passione anche per l’associazionismo ed abbiamo iniziato. Io ed altri abbiamo messo un po’ di legna al fuoco acquistando il materiale che serviva poi come detto fra muratori, falegnami, manovali ed un ingegnere che ci ha sostenuto nel progetto siamo partiti. Siamo molto soddisfatti perché era giusto rendere più confortevole lo spazio per assistere alle gare dei nostri tifosi». —
Aldo Antola
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