Il Tirreno

Dopo le dichiarazioni di stefano benedetti 

Comune, chiesta commissione d’indagine «E il sindaco parli»

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Massa. Ancora polemiche sulle dichiarazioni del presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti. Scrive Roberta Dei, presidente Gruppo misto di Maggioranza: «In merito alle gravi dichiarazioni del Presidente Benedetti che, dopo aver riscaldato per 20 anni le sedie del consiglio comunale di Massa e da 3 ricopre un ruolo istituzionale, denuncia "che ci siano in Comune ancora dipendenti, funzionari e dirigenti che gli danno corda, accogliendo spesso richieste loro, tese ad aiutare e favorire qualche cittadino a scapito di altri", occorre fare chiarezza per rassicurare tutti i massesi, per questo ritengo necessaria una commissione di indagine comunale che credo non troverà alcun ostacolo in consiglio, visto che la denuncia parte da un membro importante della maggioranza. Le denunce di Benedetti sono state fatte alla Procura della Repubblica di Massa? Oppure sta soltanto alzando il solito polverone per nascondere il fatto che è indagato per traffico di influenze illecite sull'inchiesta Serinper?». E aggiunge: «Il sindaco Persiani deve prendere delle posizioni pubbliche a questo punto di fronte alle gravi affermazioni di Benedetti».

I 5 Stelle

«In merito alla sguaiata reazione di Benedetti all'azione comune della minoranza siamo d'accordo con l'obiezione espressa dalla Cgil e la motivazione fa sempre parte della critica all'operato e all'attitudine del Presidente del nostro Consiglio Comunale che combatte guerre personali di partito con le vesti istituzionali della carica che gli è stata affidata» intervengono così i Consiglieri del M5S Luana Mencarelli e Paolo Menchini. «Per dimostrare che le dichiarazioni dei consiglieri di minoranza sulla mancanza di democraticità di questa maggioranza e della sua carenza di imparzialità indispensabile per esercitare il suo ruolo, Benedetti ha confezionato una risposta contenente accuse indiscriminate e generiche che gli garantiscono forse di non essere passibile di denuncia di diffamazione, ma che hanno comunque il sapore di volontà di macchiare le dignità altrui. Nel dire che la minoranza riceve favoritismi da “dipendenti, funzionari e dirigenti che gli danno corda, accogliendo spesso richieste loro, tese ad aiutare e favorire qualche cittadino a scapito di altri” scrive una cosa pesante con l'aggravante di farlo in un momento in cui l'indagine lambisce le porte del palazzo comunale, anche per traffico di influenze illecite. Da indagato dovrebbe ricordarselo. Quello che fa riflettere è il silenzio, che vale assenso, del Sindaco e della sua maggioranza».© RIPRODUZIONE RISERVATA



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