Il Tirreno

operazione “agrodolce” 

Usura, sequestrati beni per sei milioni

R. C.
Usura, sequestrati beni per sei milioni

Sarzana, secondo le indagini Tommaso Ricci applicava tassi usurari anche fino al 200% dei prestiti concessi

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sarzana. La Guardia di finanza ha eseguito una misura di prevenzione patrimoniale da circa 5 milioni di euro nei confronti di Tommaso Ricci, 62 anni, originario di Pomigliano d’Arco, ma dal 2004 residente a Sarzana, nell’estremo levante ligure, dopo aver vissuto per un lungo periodo in Svizzera. Ricci è imputato in un processo in corso al tribunale della Spezia in cui gli viene contestata una serie di prestiti a tassi usurari erogati a piccoli imprenditori in difficoltà economiche e nell’ambito del quale è scattato un sequestro preventivo per 6 milioni e mezzo di euro.

La maggior parte dei beni oggetto della misura di prevenzione – disposta dal tribunale di Genova su input della Direzione distrettuale antimafia – è già nelle disponibilità della giustizia grazie al primo provvedimento attivato su proposta dei pm spezzini. All’ordinanza di questa mattina però si arriva poiché gli indizi raccolti dai finanzieri del Gruppo, diretti dal comandante provinciale Massimo Benassi e dal maggiore Luigi Mennella, descrivono un quadro, sia dal punto di vista della pericolosità sociale che per il tenore di vita, che rientra nelle categorie previste dal codice antimafia.

Gli inquirenti hanno messo i sigilli a un’azienda intestata a Ricci e al figlio minore Simon, di 32 anni: la Edilbrico, con sede in via Variante Aurelia a Sarzana. Insieme a fabbricati e altri immobili a uso abitativo situati nella zona di Sarzana. Ma anche a terreni agricoli e un negozio, sempre a Sarzana. Sotto sequestro la villa di lusso con mega piscina di Arzachena (Otranto) intestata a Ricci e alla moglie Verena Baer.

Il provvedimento di prevenzione – che giunge all’esito dell’operazione denominata “Agrodolce 2” – viene applicato ad un soggetto, il Ricci, denunciato più volte all’autorità giudiziaria spezzina per reati di usura, tentata estorsione, trasferimento fraudolento di beni e valori e detenzione illegale di armi da fuoco e munizionamento, nonché per furto, minaccia a pubblico ufficiale, calunnia, inosservanza agli obblighi imposti dall’autorità e violazioni alle leggi in materia di pubblica sicurezza.

Le investigazioni condotte in un primo tempo dal gruppo della Guardia di finanza di La Spezia hanno accertato plurimi episodi di usura, perpetrati a partire dall’anno 2010, con l’applicazione di tassi fino al 200%.

Le successive indagini patrimoniali hanno consentito di rilevare evidenti incongruenze tra i redditi dichiarati dall’indagato e dal suo nucleo familiare e, invece, gli asset patrimoniali a lui riconducibili, tanto da poter ragionevolmente ritenere che quella famiglia conducesse un tenore di vita sostenuto abitualmente dai proventi di attività delittuose. Questo fatto, unitamente al delinearsi dell’indagato come “soggetto socialmente pericoloso”, alla luce del curriculum delinquenziale, contraddistinto da usura e estorsioni, ha consentito di pervenire al provvedimento di prevenzione patrimoniale: un congelamento di aziende e immobili, ora messi a disposizione di un amministratore.

Il provvedimento odierno si sovrappone a quello già eseguito nel 2016, emesso dall’autorità giudiziaria spezzina nell’ambito dei procedimenti penali che pendevano sul Ricci. —

R. C.

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