Sicurezza
Movida molesta in centro, giovani ubriachi nelle strade
massa. Come a Marina di Carrara, anche nel centro di Massa sta tornando la movida molesta. Il primo weekend giallo infatti è stato l’occasione per ritornare a fare baldoria, dopo tanto tempo. E così è ritornato l’abuso di alcol, gli schiamazzi, le risse e le deiezioni in giro per la città; ed ovviamente gli assembramenti senza mascherina, perché in quel momento si sta bevendo in compagnia.
La novità è che ciò avviene alla luce del sole, seguendo gli orari di apertura dei locali. E quindi capita di trovare giovani, e non, ubriachi in pieno pomeriggio, sentire tanfi di urina nelle strade, trovare bottiglie in giro. Tutto questo mentre i negozi sono aperti, con famiglie e anziani a passeggio. Chi può raccontare questa deriva sono i residenti del centro, che da tempo combattono le degenerazioni della movida. La presidente del comitato, Sarah Pugi, non può far altro che constatare il fatto: «Da quando hanno riaperto si sono semplicemente anticipati certi comportamenti: in città ci sono ubriachi alle 17, via Bigini è tornata ad essere un orinatoio, basta affacciarsi dalle finestre per vedere assembramenti ovunque; è allucinante che avvengano queste cose durante una pandemia, senza il minimo riguardo. Anche dopo la chiusura si continua a vedere gli stessi gruppetti fuori dai locali; mi domando allora se davvero chiudono alle 18. Personalmente non faccio più uscire i miei figli dopo le 16: non voglio che vadano in mezzo a così tanta gente, imparando certe cose». Per chi vive nel centro, non si tratta di una novità: «Questa situazione si è già vista prima di natale. Per non parlare della scorsa estate, dove ci fu un’escalation tale da fare un esposto ed una raccolta firme. Adesso mi sembra che la situazione stia tornando a degenerare, e questo ci preoccupa molto». Ma oltre la preoccupazione, alcuni residenti hanno proprio paura: «Già con l’esposto ci furono diversi titubanti a firmarlo, perché temevano ritorsioni». Stessa cosa per le foto degli assembramenti di questi giorni: «Alcuni scatti ci sono, ma chi li ha fatti si guarda bene dal divulgarli, visto che si capisce bene da dove sono stati fatti. In tanti sanno chi siamo e dove abitiamo: non di rado gruppi di persone sono venuti sotto le nostre finestre in piena notte a fare cori».
Per Pugi questa nuova situazione cela un grave problema generazionale: «Oggi i giovani possono fare solo questo. Non ci sono piscine, non ci sono palestre. La loro routine o è davanti ad uno schermo, o a spasso. Ma non è giusto che questo sia la valvola di sfogo». «Ciò che chiediamo -conclude- è maggiori controlli e prevenzione, soprattutto adesso. Le forze dell’ordine passano, bisogna dirlo; ma non intervengono, dovrebbero almeno redarguire quei due o tre locali. Anche al sindaco continuiamo a chiedere un incontro, che ancora non ci ha risposto. Capisco che la situazione è cambiata da settembre, ma certi problemi stanno tornando, e non più di notte». —
Ivan Zambelli
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