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Centrale a biomasse riaperta Subito torna il cattivo odore

Gianluca Uberti
Centrale a biomasse riaperta Subito torna il cattivo odore

L’impianto era stato sequestrato nel marzo scorso da carabinieri e Arpat Gorlandi scrive al sindaco a nome delle aziende di Pian di Quercia: spegnetela

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Gianluca Uberti

LICCIANA NARDI. Non ha fatto in tempo ad essere di nuovo messa in attività che è già tornata nell’occhio del ciclone la centrale a biomasse che opera a Piano di Quercia, nel comune di Licciana Nardi.

Dopo che era stata sequestrata dai carabinieri forestali su disposizione di Asl e Arpat (a fine marzo 2019) a causa di odori giudicati insopportabili, che avrebbero provocato anche qualche malore, da qualche giorno la centrale a biomasse ha ripreso a funzionare. Ma gli odori sembrano essere gli stessi e invaderebbero anche l’interno dei capannoni industriali presenti nell’area, dove operano una ventina di aziende che danno lavoro a circa 500 persone. Juri Gorlandi, titolare della ditta Brand srl a Piano di Quercia, ma anche esponente politico, essendo responsabile regionale giovani di Forza Italia, ha lanciato una petizione che sarà consegnata al sindaco Renzo Martelloni e al consiglio comunale di Licciana Nardi.

Ecco quanto si può leggere nella presentazione della raccolta firme, redatta dallo stesso Gorlandi: «Nei giorni scorsi è ripresa l’attività della centrale a biomasse nella zona industriale di Piano di Quercia e con essa la situazione di insalubrità dei luoghi, dettata da un’emissione odorigena che si estende per tutta la zona industriale e all’interno dei lotti di capannoni attigui, pregiudicando la salute degli addetti che manifestano difficoltà respiratorie.

Impegniamo il sindaco affinché ponga immediatamente in essere, quale massima autorità sanitaria, misure urgenti e contingibili per garantire la sicurezza di tutti gli addetti della zona».

Una levata di scudi, quella di Gorlandi, che ha avuto come veicolo anche Facebook, sulla cui pagina personale l’imprenditore ha scritto che «a Piano di Quercia, dopo una misura di sequestro, riparte l’attività di una centrale a biomasse. Tutta la zona industriale e gli stessi volumi interni dei capannoni da stamani (lunedì 18 gennaio) sono avvolti da un odore acre» ha aggiunto Gorlandi, il quale, a nome di tutte le attività della zona, ha chiesto al vice sindaco di Licciana Nardi, Omar Tognini, di effettuare un sopralluogo con i vigili urbani.

Alla fine del marzo 2019, in pieno lockdown, quando la centrale a biomasse fu sequestrata in considerazione della gravità della situazione riscontrata, i carabinieri della tutela forestale, insieme agli ufficiali di polizia giudiziaria di Arpat (Agenzia regionale toscana per la protezione ambientale), avevano sequestrato l’intero capannone al fine di scongiurare ulteriori emissioni potenzialmente nocive ed evitare manomissioni di quanto accertato, così da poter procedere a tutti gli accertamenti necessari a tutela della salute delle persone e dell’ambiente circostante.

Al momento del sequestro risultavano deferite all’autorità giudiziaria tre persone per l’illecita gestione dei rifiuti, ossia il proprietario del capannone, il proprietario dell’impianto energetico ed il gestore dello stesso. Tra le differenti tipologie di rifiuti erano state rinvenute batterie, bidoni contenenti probabilmente olio esausto, filtri dell’olio e dell’aria di autoveicoli, e altri detriti da demolizione. —

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