Il Tirreno

Il caso 

Alla Casa di riposo rimasti tre positivi

Luca Barbieri
Alla Casa di riposo rimasti tre positivi

Gli altri sono stati portati alle cure intermedie di Massa Il presidente si difende: abbiamo applicato i protocolli 

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Carrara. «Non ci risulta si siano registrati comportamenti difformi tali da spiegare i contagi», dice Giuseppe Simone Profili, presidente dell'Azienda Speciale Regina Elena. Lo assicura replicando alla domanda, quasi d'obbligo, che arriva dopo i casi positivi tra gli ospiti e gli operatori (sei): come è stato possibile che il virus sia riuscito a insidiarsi in una struttura che dovrebbe essere, vista la tipologia, blindata?

«Gli ospiti versano tutti in discrete condizioni di salute, sia quelli ancora ospiti della Regina Elena sia quelli trasferiti alle cure intermedie a Massa. Sono asintomatici o pauci sintomatici ma, trattandosi di persone anziane con diverse patologie, è necessario monitorarle con grande attenzione. Attualmente nel reparto Carrara primo piano, quello interessato ai contagi, abbiamo tre ospiti positivi e due negativi, ovviamente tenuti a distanza e separati in ottemperanza ai protocolli. Ieri sera (lunedì, ndc) sono state trasferite alle cure intermedie di Massa quattro persone, sei erano già state spostate domenica e due mercoledì scorso», spiega prima di tutto il presidente, rassicurando sulle condizioni e fornendo un primo punto della situazione (i dati sono aggiornati al primo pomeriggio di ieri, ndc).

Le strategie si muovono in due direzioni: una sull'organico, l'altra con un dialogo con Asl: «Continua la collaborazione con l’azienda sanitaria che speriamo possa prendere in carico anche gli ultimi tre ospiti positivi rimasti in struttura. L’azienda ci ha messo a disposizione due infermieri. Uno lo abbiamo integrato noi con una collaborazione provvisoria. Ci stiamo muovendo quindi per potenziare il personale, anche operatori socio-sanitari, perché questa pandemia ci impone di avere più risorse a disposizione per coprire anche gli avvicendamenti dovuti a motivazioni sanitarie. In questo momento però reperire personale sanitario non è facile perché c’è tanta richiesta e poche professionalità a disposizione», fa sapere. E arriviamo ai perché: «La situazione è complessa. Lo dimostra l'andamento generale del nostro paese e direi di tutta Europa dove, a fronte delle misure anti-contagio, la pandemia continua a dilagare e non si registrano risultati che indichino una netta inversione di tendenza. Alla Regina Elena vengono applicati tutti i protocolli anti-Covid e sia il personale che gli ospiti sono dotati dei dispositivi di protezione necessari. Fino a pochi giorni fa avevamo tutti i testi antigenici negativi. Il 12 gennaio è emerso un solo test antigenico positivo, peraltro su un ospite completamente asintomatico: i molecolari, effettuati nei giorni immediatamente successivi, ci hanno indicato le altre positività. Questo significa che il virus si diffonde in modo subdolo ed è veramente difficile da contenere. Così come a livello nazionale ed europeo le misure non sono sufficienti ad abbattere in modo significativo i contagi, anche in struttura abbiamo la stessa difficoltà. Noi seguiamo in modo rigoroso i protocolli e non ci risulta si siano registrati comportamenti difformi tali da spiegare i contagi», assicura Profili.

E sulle mascherine chirurgiche, dalla Regina Elena fanno sapere «che tutti gli operatori utilizzano i dpi conformemente alle procedure anti-covid».

Luca Barbieri

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