Sicurezza
Asporto vietato dopo le 18 bar e pub non ci stanno
massa carrara. Il presidente provinciale di Confartigianato Alimentazione, Gabriele Giovanelli, guarda con estrema preoccupazione alle misure dettate dal nuovo Dpcm, una ulteriore stretta alle aperture del settore ristorazione, che di fatto hanno bloccato la possibilità di vendita per asporto, dopo le ore 18 , ai bar senza cucina, pub, caffetterie ed enoteche (codice Ateco 56.30) e a chi commercia al dettaglio bevande (Codice Ateco 47.25 ).
«Si va a colpire ulteriormente – sostiene Giovanelli – un settore economico già messo a dura prova dal lungo lockdown e verso il quale le misure di sostegno prese dal Governo si sono dimostrate palesemente insufficienti. Condividiamo la necessità di circoscrivere la pandemia, ma questa misura costringe queste imprese che somministrano alimenti ad avere come unica possibilità la consegna a domicilio, un’attività non facile per i piccoli esercizi a gestione familiare e senza dipendenti, che sono la maggior parte nel nostro settore. L'impegno richiesto e gli oneri burocratici ed economici da affrontare causerebbero un'ulteriore riduzione del fatturato, calcolata al 50% rispetto all'attuale periodo in cui invece è consentito l'asporto».
Da parte delle categorie interessate, dice ancora Giovanelli, vi è come sempre, la massima responsabilità a continuare nell'adozione di tutte quelle misure anti contagio ormai attuate da tempo. «Ma non riteniamo giusto che la modalità di asporto venga stigmatizzata solo perché si registrano in alcuni casi assembramenti in prossimità dei locali, di cui i gestori non possono essere responsabili. Non dobbiamo dimenticare che il divieto di assembramento è responsabilità di ogni singolo individuo e non è giusto che sia un'intera categoria economica a pagare, non di rado anche con la chiusura definitiva della propria attività». —
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