Il Tirreno

la fine di un’epoca 

«Volevo che restasse, ma pensi alla salute»

Tiziana Gori
«Volevo che restasse, ma pensi alla salute»

Il vescovo emerito Binini commenta la decisione di Santucci Incontro in giornata con l’amministratore apostolico Ambrosio 

3 MINUTI DI LETTURA





Tiziana Gori

MASSA. «Se mi avesse chiamato prima gli avrei detto di non farlo». Eugenio Binini si rammarica che Giovanni Santucci non gli abbia telefonato che la sera precedente all’annuncio ufficiale delle sue dimissioni.

L’ottantaseienne vescovo emerito della diocesi apuana sembra avere metaforicamente voglia di schiaffeggiare il suo successore, poi la voce si perde in una carezza: «Il primo pensiero è che l’avesse fatto per le difficoltà dell’ambiente. Come uomini di chiesa dobbiamo affrontare le perigliosità della vita, essere d’esempio». Poi, però, il vescovo Santucci, che gli era succeduto nel giugno del 2010 gli ha parlato di un affaticamento dovuto a gravi motivi di salute, e lui non si è sentito che di stare ad ascoltarlo.

«Prima che tu lo legga sui giornali te lo dico io». Così ha esordito Santucci giovedì sera al telefono. «Difficile – afferma Binini – dimenticare le sue parole. Ho conosciuto il vescovo Santucci quando era rettore a Massa Marittima. So che avrebbe voluto incontrarmi di recente, ma non stavo tanto bene e non ci siamo potuti vedere».

Davanti agli enunciati problemi di salute, Binini acquieta il desiderio di riprendere il suo successore e analizza la situazione da un altro punto di vista. «Chi, come lui, ha il coraggio di ritirarsi, dimostra nobiltà d’animo. In tanti sentono di non avere più le energie, o le capacità, per portare avanti un impegno, ma vivacchiano nella loro posizione. Il vescovo Santucci ha deciso di non fare così. È una scelta che rispetto. Non se la sente di portare più un certo fardello».

Una scelta su cui hanno pesato i fatti, gravissimi, legati allo scandalo don Euro e alla stessa indagine sul suo conto? «Guardi – risponde – che c’ero io quando sono iniziati i problemi. Non si è riusciti a districarsi da questa situazione sino all’inchiesta ufficiale, e finalmente la Santa Sede lo ha riportato ad un ruolo laicale, togliendogli l’abito talare».

Monsignor Binini non vede quella di Massa-Carrara e Pontremoli come una diocesi più in affanno rispetto ad altre: «Tutte lo sono. Per la comunità cattolica è un momento di grande stress. Lo scenario pandemico e la crisi mondiale sono cornici pesanti. La nostra diocesi è attraversata da altre ferite, ma dobbiamo avere fiducia che la saggezza ci venga incontro».

L’auspicio è che serenità e saggezza riesca a trasmetterle l’amministratore apostolico scelto dal Vaticano, monsignor Gianni Ambrosio, vescovo emerito di Piacenza-Bobbio e traghettatore della diocesi apuana fino alla nomina del successore di Santucci.

Ambrosio, 77 anni, si è dimesso dall’incarico a Piacenza nel mese di luglio, e a fine dicembre è stato contattato dal nunzio apostolico in Italia di Papa Francesco, Emil Tscherrig, per prendere il posto di Giovanni Santucci, che aveva manifestato l’intenzione di lasciare. Alle perplessità del presule, Tscherrig ha chiesto comprensione per il delicato momento della diocesi toscana ed evidenziato che l’invito veniva da Bergoglio in persona.

Ambrosio e Santucci si sono sentiti per telefono e dovrebbero incontrarsi in giornata. Per Santucci si profila un futuro nella quiete di uno dei bellissimi monasteri benedettini di Subiaco. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze