La manifestazione
Pranzo domenicale, c’è pieno ma le ferite del lockdown si sentono
Tutto esaurito sulla costa. Ferrari: «I clienti vedono che garantiamo sicurezza ma il fatturato è crollato». Bandoni: «Questa settimana mettiamo fieno in cascina»
Francesca Vatteroni
marina di carrara. «I carrarini ci stanno dando una mano ma questo per noi non è lavorare, per noi lavorare è a pieno ritmo. Così è molto difficile», afferma il signor Ciccio alias Filippo Ferrari, il titolare del noto ristorante “da Ciccio”, uno dei locali più rinomati del nostro territorio, quasi un simbolo di Marina di Carrara. Lui e le sorelle Roberta e Silvia ci raccontano i loro sforzi e i loro sacrifici.
Ieri, nel primo pranzo domenicale in cui possono restare aperti da novembre scorso, hanno avuto il sold out. «Abbiamo fatto un sacco di sacrifici-spiegano intervistati da noi– dalla primavera scorsa col primo lockdown abbiamo rinunciato al servizio bar per dare maggiore sicurezza ai nostri clienti affrontando un grave disagio economico, abbiamo un metro di distanza da una sedia all’altra, più di un metro tra un tavolo all’altro che ci ha fatto passare da 180 posti a 80 posti, disinfettiamo tutto a ogni arrivo di nuovo cliente: la gente vedendo i nostri sforzi ci ha premiato, ha capito che garantiamo loro sicurezza e ogni volta che apriamo vengono tranquilli. Intanto però-concludono i tre fratelli che con la loro attività danno lavoro a 15 dipendenti che tra l’altro, non hanno visto un soldo di cassa integrazione se non qualche spicciolo a dicembre-i costi sono uguali con la metà del fatturato».
Non a caso la Coldiretti con la ristorazione chiusa, per il 2020 parla di 9, 6 miliardi di euro bruciati per vino e cibo invenduti. Rinunciare alla cena per i ristoranti è pesante, non possono che puntare sui pranzi di sabato e domenica, ci spiegano i tre fratelli. Pranzi che possono servire grazie al fatto che la Toscana ora è gialla, almeno fino al prossimo dpcm quando verranno aggiornati i colori regionali.
Anche alle Palme, lungo il viale dei bagni, c’è il sold out e sempre nel rispetto delle distanze e delle misure anticovid. Anche per loro, ci spiegano i due soci del locale Nicola Del Nero e Alessandro Bandoni, i sacrifici sono stati importanti con 59 persone a sedere a fronte degli 80 posti che aveva il locale prima dell’emergenza Covid. «Anche ieri eravamo pieni: è tutta la settimana che si lavora. Questa settimana ci serve per mettere fieno in cascina come si dice, per affrontare eventuali prossime future zone arancioni e ci darebbe ossigeno per arrivare a maggio».
Clima di prudenza anche da Sgabeus, nonostante la gente seduta ai tavoli: «Sta riprendendo però lentamente, è presto per parlare-rimane sul chi va là il titolare Simone Fioravanti– la gente ha paura, non sapendo come si evolve la situazione non spende. Comunque oggi la Liguria è arancione, noi siamo gialli: non lamentiamoci».
Stessa prudenza cauta per il dirimpettaio, sul viale Colombo, al confine quasi con la Liguria, il Paradise Beach. La titolare Elisabetta Malatesta commenta e si augura: «Speriamo, vediamo come andrà». Nel frattempo la zona centrale e le passeggiate marinelle, lungo il viale a mare, viale Colombo e alla Rotonda, sbucando il sole si popolano. La voglia di uscire ci sarebbe. –
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