La prima visita del vescovo Ambrosio al predecessore Santucci
L'amministratore apostolico nominato da Bergoglio ha incontrato il vescovo dimissionario
MASSA. Due ore a colloquio, nelle stanze della Curia vescovile di via Francesco Zoppi attigue al Duomo di Massa. Duomo che il vescovo dimissionario Giovanni Santucci ha mostrato all'amministratore apostolico nominato dal Papa, Gianni Ambrosio. Non senza qualche attimo di divertita incertezza: "In che materiale è stato realizzato questo San Francesco?", chiede monsignor Ambrosio a Santucci indicando la statua dorata all'ingresso della chiesa. "Ah, non lo so proprio", risponde monsignor Santucci, che appare sereno, rilassato rispetto a pochi giorni fa.
Se il confronto nelle stanze della Curia ha riguardato le decisioni che hanno spinto Giovanni Santucci a lasciare, dopo dieci anni, la guida della diocesi apuana, nella quiete del Duomo, alla presenza di due giornalisti e un fotografo, Santucci e Ambrosio si mostrano solamente come due colti uomini di chiesa alla scoperta delle bellezze artistiche del luogo. E Gianni Ambrosio, che il nunzio apostolico di Papa Francesco ha informato della sua nomina a fine dicembre, afferma di non voler parlare della diocesi affidategli fino a quando Santucci non se ne sarà andato.
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"La mia - dice - è stata una visita di cortesia. Ci conoscevamo già, siamo amici da molto tempo". Ambrosio, vescovo emerito da luglio di Piacenza-Bobbio, non è in grado di dire quanto durerà il suo ruolo di traghettatore verso il nuovo vescovo. Tre o sei mesi? Un periodo di tempo superiore potrebbe essere necessario per ricompattare una diocesi scossa da due anni dallo scandalo don Euro, che molto potrebbe aver inciso sulla decisione di Santucci. Come noto Santucci è stato indagato nel caso del parroco di Caniparola accusato di aver sottratto soldi della chiesa e implicato in un giro di escort gay, ma non è andato a processo per l'assenza di querele nei suoi confronti.
Nella lettera inviata ai fedeli e nelle motivazioni addotte al Vaticano, monsignor Santucci ha parlato di gravi problemi di salute. La domanda quindi è inevitabile: "Come sta?". "Cerco di star bene", risponde accennando un sorriso.
Ambrosio non entra nel merito dei problemi ma, anzi, invita "a rinnovarsi nella speranza. In questa città ci sono tante cose belle".
Santucci si ritirerà in uno dei monasteri benedettini di Subiaco, nel Lazio. Il 29 gennaio, alla Covetta, la sua ultima messa, alla presenza di tutti i preti della diocesi.
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