Sicurezza
Già avviato l’iter per la scelta del successore
massa. Venerdì scorso vescovo di Massa-Carrara e Pontremoli, monsignor Giovanni Santucci, ha rinunciato al governo pastorale della diocesi apuana. Il Santo Padre ha inoltre nominato monsignor Gianni Ambrosio, vescovo emerito di Piacenza-Bobbio, come amministratore apostolico durante la sede vacante per alcuni mesi.
Don Luca Franceschini (foto sopra, al centro), parroco della Madonna del Monte, esprime vicinanza al vescovo Santucci: «Credo sia stata una decisione molto sofferta. Ogni buon pastore sa di dover dare la vita per le pecore ed è consapevole che il segreto del suo ministero non sta nella forza fisica, ma piuttosto nella debolezza e talvolta nella sofferenza. Allo stesso tempo c'è la consapevolezza che un buon governo richiede energia e prontezza con il rischio, altrimenti, di rallentare il cammino della Chiesa. In fondo - analizza Don Luca - abbiamo avuto due esempi forti nell'ultimo secolo: San Giovanni Paolo II che è rimasto fino alla fine nella fatica e nella sofferenza fisica a governare la Chiesa e, Benedetto XVI che vedendo il limite della sua condizione di salute ha ritenuto fosse bene dimettersi affinché qualcun altro con sufficiente energia potesse guidare la Chiesa».
Il vescovo di una diocesi rappresenta il successore degli apostoli che garantisce alla Chiesa, quella comunione per cui si è certi che la Chiesa di oggi è la stessa che Gesù ha affidato ai suoi discepoli. Ha il compito di governare la comunità sia dal punto di vista spirituale, pastorale ed economico. Al momento la provincia di Massa-Carrara dovrà attendere diversi mesi prima di riavere un nuovo vescovo, nominato dal Papa. «Penso che il nunzio apostolico in Italia e la Congregazione per i vescovi del Vaticano, che hanno il compito di presentare al Papa i possibili candidati, mentre esaminavano le dimissioni del vescovo Santucci - sostiene Don Luca - pensavano già a chi affidare temporaneamente la diocesi (lo ha confermato lo stesso Ambrosio, ndc). Sono convinto che abbiano già avviato l’iter per la scelta del nuovo vescovo, tuttavia penso che trascorrerà qualche mese prima che ci sia comunicato il nome del nostro nuovo pastore. Potrà essere già vescovo di un'altra diocesi - conclude don Luca - e allora dovrà prima gestire il trasferimento, oppure sarà un prete che verrà eletto vescovo: in quel caso prima dovrà ricevere la consacrazione episcopale scegliendo lui, dove e da chi essere consacrato». —
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