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Una guida molto poco super partes Stefano Benedetti è ancora nel mirino

MDA
Una guida molto poco super partes Stefano Benedetti è ancora nel mirino

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massa. È dall’estate scorsa che la minoranza consigliare chiede la ripresa del consiglio comunale in presenza. La maggioranza di centrodestra ha sempre respinto la proposta. «Cercano di impedire il regolare utilizzo dei mezzi della democrazia, prolungando le sedute on line dei consigli comunali. E siamo i soli in Italia a riunirci ancora così. Ma la nostra battaglia per tornare in consiglio comunale non finirà mai», dice la la consigliera Elena Mosti, commentando il caso della commissione Affari istituzionali che rimarrà senza il suo presidente, dopo le dimissioni di Agostino Incoronato. Poi l’affondo contro Benedetti. «C'è un principale responsabile di quello che sta accadendo – spiega Elena Mosti – ed è il presidente del Consiglio comunale Stefano Benedetti. Una figura che dovrebbe essere super partes, che dovrebbe proteggere tutti i consiglieri, fare da raccordo e tutelare soprattutto le minoranze. Ma lui non ha capito il suo ruolo ed è rimasto un consigliere di maggioranza, che fa solo gli interessi dell'amministrazione, quando non li fa esclusivamente del suo partito. Zittisce e comanda, ride di noi, viola la privacy dei colleghi, sbeffeggia regole e istituzioni, non ci dà la parola e ha dichiarato apertamente che della storia degli ultimi vent’anni della nostra città se ne frega. Nessuno della sua maggioranza lo ha mai rimesso in riga e il sindaco pare compiacersi di lui. Così siamo ridotti, ma lotteremo per riportare a Massa quella dignità istituzionale che abbiamo perso nel 2018». Benedetti è, tra l’altro, indagato nell’inchiesta sullo scandalo accoglienza: la procura della Repubblica di Massa lo accusa di traffico di influenze illecite, in sostanza di avere fatto, in virtù del suo ruolo, esercitato indebite pressioni su funzionari pubblici allo scopo di favorire Serinper. Un’ipotesi di reato grave, ma che non ha prodotto alcuna ricaduta sul piano politico: Benedetti è rimasto al suo posto di presidente del consiglio comunale, le richieste (neppure troppo vivaci) di dimissioni o “passi indietro” arrivate da più parti sono state tutte ignorate. —MDA

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