Gioco
Incoronato si dimette: il “quasi Aventino” delle opposizioni a Massa
«Violati i diritti democratici, impossibile fare opposizione». E la commissione Affari istituzionali resta senza presidente
MASSA. «Violati ancora una volta i diritti della minoranza»: il presidente della commissione consiliare Affari istituzionali Agostino Incoronato si dimette dal ruolo e assieme a lui, i colleghi consiglieri dell'opposizione hanno deciso di non sostituirlo e di rinunciare quindi a quella carica. La commissione Affari istituzionali del Comune di Massa, una delle più importanti perché da lì passano statuti e regolamenti, fulcro democratico della vita politica e istituzionale dei consiglieri, rimarrà così orfana di un presidente, e delegittimata dalle minoranze.
Un fatto grave, che mai si era verificato prima nel Comune di Massa e che è simbolo, dicono i consiglieri di opposizione di centrosinistra, di una profonda crisi istituzionale e di valori.
Al tavolo della minoranza, per spiegare come si è giunti a questo punto, ci sono tutti: Agostino Incoronato, presidente dimissionario, Dina Dell'Ertole, l’ex sindaco Alessandro Volpi, Elena Mosti, i piddini Gabriele Carioli e Stefano Alberti, per Leu Uilian Berti, la pentastellata Luana Mencarelli. C'è una goccia che ha fatto traboccare il vaso: la maggioranza – sostengono le opposizioni – ha prodotto una serie di emendamenti al Regolamento del consiglio comunale con cui far approvare nuovi articoli in favore di posizioni e ruoli di consiglieri e con cui imbavagliare il lavoro dell'opposizione, impedendo di fatto l'esercizio delle mozioni. «Ho rassegnato le mie dimissioni – spiega Incoronato – sono amareggiato. Questa commissione avrebbe dovuto costruire qualcosa, invece ho capito che la maggioranza la usava come passatempo, un contentino inutile dato all'opposizione fingendo che il lavoro fatto fosse importante, per poi ribaltare situazioni, nascondere atti e impedire qualunque confronto, scavalcandoci e portando tutto in consiglio, dove la maggioranza ha i voti utili per approvarsi qualsiasi cosa».
«Abbiamo deciso- continua Mencarelli- di non legittimare più una commissione che umilia i diritti delle minoranze. E questo non avviene soltanto nelle commissione. È una prassi di questo sindaco e di questa sua amministrazione». L'ex sindaco di Massa Alessandro Volpi, d'accordo con la decisione di rifiutare la presidenza della commissione Affari istituzionali, che per Statuto spetta all'opposizione, ricorda anche la gravità di quanto accaduto durante l'ultimo consiglio comunale: «Il minuto di silenzio chiesto per la Babbitt (la dimostrante uccisa durante l’assalto al Congresso Usa) è emblematico del clima che stiamo vivendo. Mi chiedo come sia stato possibile proporlo e accettarlo, riguardo una questione tutt'altro che democratica, con un uso talmente strumentale e politico della morte di quella manifestante che avvilisce. E non ci è stata data la possibilità neanche di obiettare. Non abbiamo parola, non riusciamo ad esercitare il nostro diritto di essere opposizione».
«Maggioranza arrogante; Consiglio e commissioni gestiti da un presidente, Stefano Benedetti, di cui la città si vergogna. Continui oltraggi alla democrazia, a cui il sindaco, se è tale, dovrebbe porre rimedio e non avallare certe posizioni», dice Dina Dell'Ertole di Italia Viva.
I lavori della commissione Affari istituzionali tecnicamente andranno avanti lo stesso, anche senza un presidente, ma retta dal vice presidente. I consiglieri di minoranza hanno detto che parteciperanno ai lavori, decidendo di volta in volta come comportarsi. —
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