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Allagamenti in cantina, un cittadino disperato

Ivan Zambelli
Allagamenti in cantina, un cittadino disperato

Guerrini: «Pompe idrauliche sempre attive, pago 300 euro» Ci sono cause naturali, ma lui incolpa anche dei lavori fatti 

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Ivan Zambelli

massa. Cantina sotto costante minaccia di allagamenti, pompe idrauliche attive 24 ore su 24, esposti archiviati e denunce ferme in un cassetto. Da più di 5 anni la routine di Ivo Guerrini, 75enne residente di via del Melaro a Romagnano è più o meno questa: a tutte le ore del giorno e della notte le pompe idrauliche che ha messo alla base della sua cantina si attivano, spurgando le acque in eccesso che affiorano dalle grate.

Non è sempre stato così racconta: «Questa casa è del 1991, e all’epoca un carotaggio ci assicurò che la cantina era sopra di 13 metri e mezzo dalla falda. Poi la distanza è diminuita, arrivando ad oggi che il terreno è talmente bagno che l’acqua continua a fuoriuscire dalle grate». Ed effettivamente, anche in una giornata soleggiata come quella di venerdì la pompa era in continua azione, ogni 10 minuti, pompando per 3 o 4. «Quando va bene uso una sola pompa, ma quando c’è brutto tempo ne attivo quattro, o devo ricorrere ai vigili del fuoco».

Secondo Guerrini i problemi sono imputabili a tre fattori, due naturali collegati tra loro, e uno prettamente umano. «Qui ci troviamo ai piedi della montagna, ed è normale che le acque che scendono si incanalano in questa direzione, verso il fosso Cocombola. La seconda questione è che nel 2012 siamo stati alluvionati anche noi». Ma stando così le cose, dopo 9 anni la situazione sarebbe dovuta tornare alla normalità. «Il fatto è che nel 2015 sono stati fatti i lavori al canale, che hanno sopraelevato il terreno circostante di circa un metro rispetto al mio, e soprattutto installato delle palancole in acciaio, senza però mettere delle caditoie per il deflusso. Di conseguenza l’acqua che normalmente scende dal monte per andare nel fosso ristagna in questo lato, facendo alzare la falda e quindi allagando la mia cantina. L’unica cosa che posso fare al momento è di lasciare attive le pompe, ma mi costano quasi 300 euro al mese in bolletta».

Le pompe sono una soluzione, per così dire, momentanea, e visti i costi non certamente sostenibile; Guerrini infatti già nel 2015 aveva presentato un esposto in procura, ma venne archiviato perché i lavori erano stati fatti «a regola d’arte»; vedendo che la situazione era lungi dall’essere sbloccata, aveva poi presentato due denunce nel 2017 inerenti ai lavori. Era seguito un sopralluogo dei carabinieri e della procura nel gennaio 2019, che scavando avevano peraltro trovato dei rifiuti interrati, «dimostrando che proprio a regola d’arte non erano», ma poi nulla, né avvisi di garanzia, né altro. —

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