Il Tirreno

Al Lorens a cena di sera

M.B.-I.Z.

E il Caffè Giardino di Marina di Carrara, nonostante la notifica dello stop di cinque giorni, ieri era in funzione: «Notifica non corretta»

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Massa-Carrara. Sabato a pranzo i ristoranti hanno riaperto, ma c’è anche chi l’ha fatto la sera prima, per protesta. Uno di questi è il Lorens a Marina di Massa, in linea con l’iniziativa IoApro. La titolare Elisabetta Bellucci ha così motivato l'adesione: «Le chiusure sono ingiuste. Il virus c’è solo la sera? Non esiste nella grande distribuzione? É un virus un po’ discriminante no? Ho aderito per tante ragioni: dare voce alle persone, a chi ha paura, a chi è fallito». Decisione difficile, ribadisce: «É stata una scelta combattuta. Non è che non abbia paura di essere giudicata, ma c’è un discorso di giustizia e di equità, ed io combatto per tutti. Tanti colleghi non se la sono sentita, ma io ho aperto anche contro il parere della famiglia». Il plauso è arrivato dai clienti: «Ieri sera (venerdì, ndc) è venuta un po’ di gente, nei limiti del possibile e senza resse. É stata una serata meravigliosa». Chi non è venuto è la polizia: «Non si è visto nessuno, ma li aspetto. Se verranno prenderò una multa, vedremo se potranno chiudermi. Non faccio assembramenti, perché dovrebbero?». Perché è contro la legge: «Ma quanto fatto finora è legge? É legge ridurre un popolo alla fame?». Insomma, la protesta non si ferma: il Lorens resterà aperto fino alle 22, fino a quando non sarà stoppato.

Chi è stato stoppato, ma con strascichi polemici e una controversia con le forze dell’ordine, è stato il Caffè Giardino gestito da Nicola Franzoni. Come ha scritto ieri il Tirreno, l’ex candidato a sindaco aveva annunciato pubblicamente l’adesione alla campagna “IoApro”, e così venerdì sera era arrivata la polizia, a multare l’imprenditore e a notificare un verbale di chiusura di cinque giorni per l’esercizio. Ma ieri Nicola Franzoni era di nuovo aperto: «C’è stato un errore di notifica - spiega - è stata utilizzata una partita Iva e una denominazione diversa dalla mia, mi sono rivolto al mio avvocato. La chiusura e il verbale della multa sono illegittimi». Ieri aperto, e di nuovo ecco le forze dell’ordine, con una nuova multa e a ribadire la chiusura per cinque giorni, con proposta di allungare lo stop a trenta giorni (la decisione spetta alla prefettura) per la recidiva: «Era previsto che chiudessi alle 18, ormai la protesta è stata fatta: non penso proprio che possano farmi chiudere senza la flagranza, e la flagranza è stata notificata in modo non corretto. Sono convinto che vincerò i ricorsi».

Ovviamente, le forze dell’ordine la pensano in modo diverso: dopo i controlli del caso, hanno di nuovo notificato l’atto con l’obbligo di stop e la multacomplessiva ormai supera i 700 euro. «Ma io non mi fermo e anche domattina (stamani, ndr) sarò aperto. La mia è una battaglia per il lavoro».

Una battaglia che, se non vincerà i ricorsi, gli costerà cara. Oltre 700 euro.

M.B.-I.Z.

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