Gioco
Dimissioni vescovo, il suo accusatore Mangiacapra: adesso la Curia restituisca la verità
L’avvocato ed escort gay fece esplodere lo scandalo don Euro. «Il vescovo non ha vigilato a dovere»
CARRARA. È stato lui, l’avvocato napoletano (e escort) Francesco Mangiacapra a scoperchiare il vaso di Pandora degli scandali di don Euro.
Pensava che quell’uomo di mezza età che si presentava con il macchinone (una Mercedes con autista) e il contante facile fosse un potente magistrato. Un giorno fece un numero di telefono che aveva trovato nella sua agenda: a rispondere era una parrocchia della provincia di Massa Carrara.
Il resto è cronaca. E fu proprio Mangiacapra E a chiamare in causa a più riprese per le responsabilità (morali innanzitutto) la Curia apuana.
«Non mi meraviglia che queste dimissioni arrivino pochi mesi prima della prevista data d'uscita della sentenza. Mi dolgo, piuttosto, che arrivino tardive rispetto alla vicenda di don Euro. Se non possiamo giudicare il ruolo di Santucci da un punto di vista giuridico perché, dopo essere stato rinviato a giudizio insieme a don Euro, uscito dal processo - scrive l’avvocato napoletano - possiamo certamente giudicarlo da un punto di vista morale. Il suo mandato sarebbe stato quello di conciliare l’esigenza della sua comunità di fedeli di conoscere la verità con la natura del suo ruolo di vescovo che è etimologicamente intrisa di un mandato imprescindibile: epískopein in greco esprime il significato di osservare dall’alto, avendo una visione di insieme che consente di riconoscere la verità e distinguerla dalla menzogna- continua - E il vescovo oltre che a difendere la verità, sarebbe stato tenuto per fedeltà al Vangelo, non solo a palesarla ma anche ad accettarne le conseguenze negative, senza tentativi mistificatori».
Mangiacapra è già stato sul banco dei testimoni, in tribunale a Massa. E ha raccontato, anche n un libro, i suoi rapporti con quello che all’epoca era ancora un sacerdote.
«Se don Euro non è più parroco e Santucci non è più vescovo, la posizione della Chiesa è inattaccabile ma, se questo può aiutare i fedeli a riconciliarsi con la fede persa a causa di questa vicenda, allora ben venga anche questa decisione che però mi sembra più politica che religiosa – sottolinea l’avvocato escort – Con l'uscita di questo vescovo però la Curia apuana non si sottragga a restituire la verità al popolo di Dio. Una verità che appartiene al popolo di Dio e non può essere trattata come un affare di palazzo - va avanti Mangiacapra - . La sentenza del processo di don Euro restituirà alla giustizia umana l'accertamento del nome del colpevole, ciò che manca, ancora una volta, è la chiarezza con cui bisognerebbe scusarsi e affermare che l’unica responsabilità va addossata a chi si è reso autore di comportamenti non conformi agli obblighi assunti dalla propria missione. L’unico colpevole è chi ha tradito le promesse fatte a Cristo nel giorno della sua ordinazione, e forse oltre a lui proprio quel vescovo che è rimasto distratto di fronte all'”esuberanza” del suo presbitero». —
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