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In tribunale

Prostituzione, otto a processo. E i clienti facevano servizio taxi per le ragazze

Libero Red Dolce
Prostituzione, otto a processo. E i clienti facevano servizio taxi per le ragazze

Uno degli sfruttatori è un membro del Clan Cretu, sgominato dai carabinieri. In due escono fuori dal procedimento

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MASSA. Un altro capitolo dello sfruttamento della prostituzione collegato a Toni Claudi Cretu, membro di un clan proveniente dalla cittadina di Craiova, in Romania. Il gip Dario Berrino ieri infatti ha stabilito il rinvio a giudizio per Cretu e altre sette persone.

Cretu, e un suo sodale, Adam Caldarar, sono accusati di essere gli sfruttatori di due ragazze che facevano lavorare come prostitute in una piazzola al lungomare di Ronchi. Gli altri rinviati a giudizio erano clienti, secondo quanto ricostruito dalla procura.

Cretu (difeso dall’avvocato Simone Ricci) e Caldarar (difeso dall’avvocato Filippo Catarsi) sono i due che, secondo la pm Roberta Moramarco, avevano assegnato la piazzola alle ragazze sul lungomare Vespucci. Ed è lì che avrebbero gestito il lavoro delle due giovani, che avrebbero poi fatto capo ai due uomini per quanto riguarda i soldi che guadagnavano e l’attività da svolgere. Cretu e Caldarar invece avrebbero badato alla loro incolumità e alla difesa della piazzola.

Per la maggior parte degli altri imputati la situazione parrebbe essere diversa. Sono stati infatti segnalati come clienti, spesso e volentieri abituali, delle due ragazze.

Una di loro infatti risiedeva a Capannoli, in provincia di Pisa. E doveva pur muoversi per andare nella sua piazzola a Ronchi. Come?

Da quello che è venuto fuori dalle indagini i clienti facevano un vero e proprio servizio di taxi. I clienti andavano a prendere la donna nella sua abitazione a Capannoli e la portavano nella piazzola di Ronchi. C’era magari uno che l’andava a prendere all’andata e un altro, a fine serata, che la riportava a casa dopo il lavoro. E no, non sarebbe stato un servizio gentile e disinteressato.

In cambio avrebbero ricevuto dei favori o uno sconto sulla prestazione sessuale e le tariffe che venivano applicate. C’era chi la ospitava anche a casa sua. O, in un caso emerso, un uomo l’avrebbe presa a Capannoli e non sapendo dove andare per appartarsi e consumare il rapporto sessuale, avrebbe scelto una meta conosciuta. E dunque rotta verso la celebre piazzola di Ronchi, dove sapevano di potere trovare degli angoli tranquilli e poco frequentati per appartarsi.

Per questa ragione agli altri, oltre Cretu e Caldarar, è stata contestato lo sfruttamento della prostituzione in concorso con i due soggetti.

Altre due persone erano finite nell’indagine: uno, dun italiano, è stato assolto con rito abbreviato perché il fatto non sussiste (si trattava di un solo episodio di riaccompagnamento); l’altro ha patteggiato un anno con la condizionale.

Il 23 giugno, insieme a Cretu e Caldarar, andranno a processo di fronte al collegio Claudiu Cristian Panimond, Ionut Florea, Erkan Aslani, Constantin Fieraru, Gheorghe Marian Turi e Vlad Marina Dorobantu. —

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