Finanza
Ma il Pisacane “corre” Lo scheletro è concluso
massa. Se ci sono cantieri, quello sul ponte Triste in primis , che vanno a rilento (leggi articolo sopra), c’è un cantiere, gestito direttamente dal comune, che invece procede a passo spedito. Senza intoppi e senza ritardi. È il nuovo palazzo Pisacane, o meglio, la parte del nuovo palazzo di competenza del comune. Sì perchè il vecchio palazzo di edilizia popolare, quello che, realizzato il nuovo, sarà demolito, era abitato da affittuari dell’Erp e da proprietari, famiglie che, nel corso degli anni, quando ne hanno avuto la possibilità, hanno riscattato l’appartamento in cui vivevano.
Verificati negli anni i grossi problemi sismici e strutturali dell’edificio, si è deciso di evitare una costosa ristrutturazione che non avrebbe comunque garantito efficienza sismica e di optare per la ricostruzione di un nuovo edificio con la successiva demolizione del vecchio. Il nuovo palazzo - per semplificare - sarà a forma di ferro di cavallo: la parte che accoglierà gli affittuari è in fase di realizzazione a carico di Erp, il comune, invece, si occupa della edificazione della porzione destinata ai 18 affittuari.
Il cantiere del comune è partito dieci mesi fa, opere per 2,2 milioni, finanziate con le risorse stanziate dal governo per le periferie. I lavori procedono rapidamente, tanto che, pur essendo partiti un anno dopo, vanno di pari passo con quelli di Erp: «Lo scheletro dell’edificio - spiega Marco Guidi, assessore ai lavori pubblici - è terminato e adesso inizia la fase dedicata all’impiantistica, quindi sarà la volta della tamponature. Siamo perfettamente in linea con il cronoprogramma e, rifiniture a parte, prevediamo che ad agosto l’edificio sia terminato». Ma l’assessore Guidi ci tiene a sottolineare che anche un altro cantiere procede rapidamente: «I lavori per lo skate park in viale Roma (davanti al punto vendita Esselunga ndr) sono a buon punto, sono in corso gli sbancamenti, quindi verranno realizzate le rampe. C’è stato un periodo di stop di qualche giorno perché alcuni operai hanno contratto il coronavirus , quindi la pausa era inevitabile per il pieno rispetto di tutti i protocolli anti contagio». —C.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
