Toscana
Lavori al ponte Trieste, mesi di ritardo Da novembre la riapertura slitta a marzo
L’assessore ai lavori pubblici Marco Guidi: un periodo di stop dopo l’incidente sul lavoro e interventi complessi
Chiara Sillicani
MASSA. È vero che i lavori sono un po’ più complicati di quel che appare: i massese di novità sul ponte Trieste vedono solo le balaustre che avanzano a ritmo di lumaca, ma il grosso dell’intervento gli operai l’hanno fatto, e lo stanno facendo, sotto le arcate, tra tubi e fili di ogni genere che garantiscono i servizi ad una bella porzione di città.
Qualche difficoltà ci sarà pure, ma rimane il fatto che il cantiere sta andando per le lunghe, ben oltre i tempi previsti, con un disagio bello grosso perché quei 200 metri di asfalto sul Frigido collegano un intero versante della nostra collina al centro, un versante popolatissimo, perlatro, dopo l’espansione urbana degli ultimi anni. Senza dimenticare che, a due passi dal ponte, ci sono parecchie scuole medie e superiori. Insomma per i massesi, pur essendocene un altro, quel ponte è un’ arteria fondamentale. Il cantiere ha aperto i battenti pochi giorni prima del lockdown, per fermarsi quindi in piena pandemia e riprendere a maggio, la fine lavori era prevista per ottobre-novembre, ma nulla, c’è ancora da aspettare. E non sarà possibile contare sulla completa riapertura al traffico prima di marzo. E questo nonostante non si tratti di interventi strutturali: i lavori sono finalizzati, infatti, alla messa in sicurezza dei marciapiedi, con la realizzazione anche di una nuova e più alta balaustra, alla impermeabilizzazione per evitare infiltrazione che ammalorino le arcate e all’inserimento di giunti per consentire dilatazioni legate agli aumenti di temperatura. Opere per circa 300mila euro lordi, assegnate con bando di gara. La conferma del ritardo, senza che si nasconda troppo dietro un dito, arriva dallo stesso assessore ai lavori pubblici Marco Guidi che, se i ritardi li ammette, tenta anche di motivarli. Spiega, infatti, che il cantiere è stato fermo per un periodo dopo l’incidente dello scorso agosto quando un operaio di Gaia è rimasto ferito, seppur non in modo grave, per il distacco di un tubo. A seguito di quell’incidente sono scattati tutti gli accertamenti di rito e gli operai – chiarisce l’assessore – non hanno lavorato. Un periodo di stop e – aggiunge Guidi – lavori complessi e che vedono la partecipazione anche di tutte quelle società che gestiscono i servizi, dall’acqua alla telefonia e che hanno dovuto intervenire sulle loro reti. Reti che passano tutte quante sotto la struttura. Il risultato è che il ponte è ancora alle prese con il cantiere e la circolazione è consentita soltanto da Carrara verso Massa. Per percorrerlo anche nell’altra direzione ci sarà da aspettare marzo. E neanche allora l’intervento sarà concluso completamente perché rimarrà da rialzare il marciapiede e sostituire la balaustra lato mare. Ma per farlo – spiega Guidi – il comune attenderà l’estate quando, a scuole chiuse, la circolazione da e per la città è ridotta.
Un bel ritardo quello del cantiere sul ponte Trieste, ma in ritardo èanche – seppure in misura molto più contenuta – il cantiere per il rifacimento di piazza Palma. Nel cartello affisso sulla grande rete arancione si annuncia la chiusa lavori come regalo di Natale: il 25 dicembre 2020. Ma quella chiusara, visto che gli operai sono al lavoro e la pavimentazione non è conclusa, non c’è stata: «Non dimentichiamo – è la premessa di Guidi – che ci sono stati lunghi periodi di pioggia che hanno impedito il prosieguo dei lavori. In ogni caso siamo in dirittura d’arrivo, sono in consegna i lampioni da installare e abbiamo ordinato le piante, credo che tra 15 o 20 giorni, tempo consentendo, la piazza sarà conclusa». Ritardo più contenuto rispetto a quello su viale Trieste dove da troppi mesi i massesi fanno i conti con quella transenna a chiudere una corsia. — © RIPRODUZIONE RISERVATA
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