Sicurezza
In una inchiesta tutti i simboli dello spreco
carrara. Una cosa si può dire: siamo in buona compagnia. Certo, non è una consolazione ma quello “scheletrone” del Marble Hotel non è stato l’unico spreco tradotto in un’opera incompiuta o dalla vita troppo breve se calibrata ai soldi spesi. Partiamo dai conti (quanto è costato alle casse pubbliche quel mondiale) che erano stati messi in fila in un’inchiesta uscita proprio su questo giornale a firma del nostro direttore Stefano Tamburini nell’aprile 2014, con i mondiali brasiliani alle porte. Primo dato: si continuavano a pagare ancora alcuni mutui. Secondo dato: per il mondiale nostrano si stimava una spesa di 7. 230 miliardi delle vecchie lire (più di 6. 000 sono soldi pubblici); 3, 74 miliardi di euro (con la rivalutazione Istat arriviamo a 7). Cifre che fanno da cornice alla manifestazione a cui l’Italia si prepara a suon di appalti (l’86 per cento dei lavori viene affidato con trattative private, si legge). Le “Notti magiche” risuonano così al nuovo stadio Delle Alpi di Torino che però a distanza di quasi vent’anni verrà demolito, con l’arrivo dello Juventus Stadium (l’Allianz, inaugurato nel 2011); così come i restyling, per farsi trovare pronti per l’occasione, di Cagliari e di Udine con gli impianti oggi tuttavia lasciati o rinnovati. Poi ci sono l’Air terminal di Ostiense (180 milioni di euro, nel dimenticatoio dopo i mondiali fino al 2012), la stazione romana di Farneto (7 milioni di euro, aperta per meno di un mese) e l’albergo milanese di Ponte Lambro (in realtà mai terminato, anzi demolito 9 anni fa), soltanto per citare alcuni esempi. E la Toscana, nella speciale lista dei fondi pubblici del mondiale azzurro’90 perduti in opere mai viste o ben poco utilizzati, si difende: dal Bacino di Roffia (un miliardo di lire nel 1990, smantellato 4 anni fa) a San Miniato fino all’Elba (palestra e pista d’atletica), passando per la “cittadella dello sport” mai realizzata al Cinquale (oltre mezzo milione di euro), come avevamo già scritto in una “fotografia” di qualche anno fa. E Carrara rivendica un ruolo da protagonista, esibendo lo spreco post-mondiale all’ingresso della città, anche nel 2021. –L. B.
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