Il Tirreno

ULTIMA SPIAGGIA 

Ripascimento, dubbi sulla sabbia dal porto di Viareggio «Meglio la nostra»

C.F.
Ripascimento, dubbi sulla sabbia dal porto di Viareggio «Meglio la nostra»

Andrea Barotti rilancia il dragaggio allo scalo di Marina Fratelli d’Italia: interpellanza in Regione sui ritardi dei lavori

3 MINUTI DI LETTURA





massa. L’estate è lontana, la temperatura è bassa, ma si mantiene caldo il dibattito sull’erosione e sul futuro della spiaggia massese. Il “pallino” delle opere (e dei finanziamenti) per fermare la scomparsa della spiaggia è in mano alla Regione. E il suo progetto è: maxi ripascimento con 100mila metri cubi di sabbia prelevati al largo del porto di Viareggio. Non è la scelta giusta, dice però Andrea Barotti, consigliere comunale di Arcipelago Massa. Il quale rilancia l’ecodragaggio con le sabbie del porto di Carrara.

La scelta di Viareggio Non è giusta, sostiene, « in primo luogo perchè il sedimento antistante il porto di Viareggio, come il pietrisco di cava, non è autoctono, arriva dal Serchio ed è, ormai, a fine ciclo». Non è, insomma, la sabbia che generazioni di apuani, turisti hanno calpestato ma di « sedimenti, per il 60% circa, a bassissima granulometria che si disperderanno, non resisteranno all'erosione, finiranno oltre la linea batimetrica, creeranno, comunque, opalescenza peggiorando la limpidezza delle nostre acque». E non solo: «La bassa granulometria potrebbe ospitare l'alga tossica per cui un trattamento, per garantire la salubrità del "prodotto", sarà indispensabile». E poi, «deve essere messo sul tavolo anche il costo di trasporto, circa dieci miglia dal punto di intervento».

Viceversa, argomenta ancora Barotti, il porto di Marina di Carrara dista solo 4 miglia, e con l'ecodragaggio sarebbe in grado di fornire sabbia autoctona (giunta dal fiume Magra), di qualità superiore, sia per consistenza, sia perché comunque privata di eventuali fanghi ed altre indesiderate componenti, per ben 1,3 milioni di metri cubi e non i pochi 100mila mc di Viareggio».

Dubbi anche sull’utilizzo di pietrisco di marmo delle cave: «Oltre ad essere un materiale estraneo alla spiaggia, comporta un impatto ambientale (estrazione dal monte, lavorazione, trasporto, movimentazione su gomma) e genera, con il moto ondoso sabbia, limi e marmettola con buona pace della limpidezza e della salinità (basta qualche nozione di chimica per capire l'effetto del carbonato di calcio); quel "prodotto" è ottimo per l'edilizia, per i fondi stradali ma non è l'ideale, a detta di esperti, per creare un lido di qualità».

A queste argomentazioni tecniche, il consigliere ne aggiunge di politiche: «L’'Unione Europea ha messo sul piatto risorse per rendere eco compatibile l'economia del continente, quindi dovremo essere capaci di elaborare un piano eco-portuale (studi, linee guida per trasformare gli scali in un elemento sinergico per contrastare fenomeni erosivi aggravati dal cambiamento climatico esistono già) per trasformare il porto di Marina di Carrara in una risorsa ambientale; diminuiremo i costi di manutenzione dello scalo, miglioreremo l'attrattività anche turistica delle nostre banchine, avremo la nostra sabbia».

E tutto politico (e polemico) è l’intervento del gruppo Fratelli d’Italia di Massa. «Presentiamo un' interpellanza in Regione perché siamo preoccupati per i ritardi nei lavori di ripascimento della zona di Poveromo – affermano il coordinatore provinciale Marco Guidi e i consiglieri comunali Alessandro Amorese, Bruno Tenerani e Massimo Evangelisti – i lavori di ripascimento della zona di Poveromo che dovevano essere ultimati dalla Regione entro la scorsa stagione estiva, sono ancora fermi. Siamo molto preoccupati perché dei 100mila metri cubi di sabbia, che dovevano essere collocati sul tratto di litorale ad oggi solo 30mila circa sono stati posati, ma quello che ci preoccupa di più è il forte ritardo che rischia di mettere in difficoltà anche la prossima stagione balneare ed un tratto di costa colpito dalla mareggiata».

Quanto agli intoppi giudiziari che avrebbero bloccato l’appalto, «speriamo che non sia così e che tutte le verifiche del caso siano state fatte. Tuttavia anche su questo punto e su quando riprenderanno i lavori ancora non si ha certezze», dicono Guidi, Amorese, Tenerani ed Evangelisti, «così come non si ha consapevolezza su come siano stati spesi i 2,1 milioni di euro che la Regione ha dichiarato di aver speso per gli interventi sulla nostra costa. Per questo, come Fratelli d'Italia, abbiamo ritenuto fondamentale raccogliere le preoccupazioni degli operatori del settore e presentare un interpellanza in Regione. Assessore regionale Monia Monni, il nostro territorio non chiede passerelle politiche, ma risposte concrete e certe». —C.F.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web