Il Tirreno

Massa, la canzone della speranza del medico-musicista: “Io rinascerò”

Claudio Cuffaro
Il dottor Stefano Antonelli e Sara Grimaldi
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Il dottor Stefano Antonelli e Sara Grimaldi

Parla il dottor Stefano Antonelli, medico all’Opa e musicista: vuole essere un inno alla riconquista della normalità

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Massa. «Io rinascerò è un titolo emblematico: vuole essere un inno alla riconquista della normalità». Con queste poche parole Stefano Antonelli, 55 anni, massese, medico cardio anestesista rianimatore all'Ospedale del Cuore (Opa) - Fondazione Monasterio - nella équipe del direttore Paolo Del Sarto, sintetizza e riepiloga la grande passione della sua vita, ovvero la musica, rielaborando una sua canzone.

«Avevo scritto quel brano - ci racconta in particolare il medico - negli anni 80, dedicandola ad un caro amico che tentava di uscire dal tunnel dell'eroina. Un periodo, quello, che fu vissuto da quell'amico in maniera molto dolorosa e, ricordando quel faticoso percorso, ho intravisto analogie con le angosce che ci opprimono in questi ultimi mesi. Insieme quindi a Sara Grimaldi, notissima vocalist di Zucchero, e l'aiuto indispensabile di una notissima app per il Mac (garage band) abbiamo rieditato il brano adattandolo alla lotta per la pandemia».

Il dottor Antonelli, volendo fare un paragone, è un po' come il ministro Roberto Gualtieri, economista di fama internazionale ed anche ottimo chitarrista. Un paragone che il medico tenta di contenere con modestia, ma che in realtà ha un certo fondamento.

«Ho passato la mia gioventù - continua a raccontarsi Stefano Antonelli - a suonare nelle feste di paese, nelle feste dell'Unità, nelle balere e sale da ballo della nostra zona. Spesso raccattavamo solo le spese e due piatti di tordelli, ma riuscivamo lo stesso a vivere quei momenti con grande intensità, solo per la gioia di suonare i nostri brani ed ottenere l'applauso e l'approvazione del nostro pubblico. POi la professione ha avuto il sopravvento, ma nonostante il grande impegno che il mio lavoro richiede, riesco ugualmente a dedicare un po' del mio tempo alla passione giovanile. Con il Direttore di oncologia Andrea Mambrini, abbiamo regalato qualche concerto ai malati dell'ospedale delle Apuane, ed anche qui all'Ospedale pediatrico mi capita, a volte, di riprendere in mano la chitarra per condividere qualche emozione con i miei pazienti».

Stefano Antonelli “dimentica” di raccontarci la sua grande esperienza nel mondo del volontariato. Spesso infatti si trasferisce in paesi del Medio Oriente, dove pratica gratuitamente la propria professione a favore di quelle popolazioni, specialmente migranti, bisognosi di ogni genere, emarginati, espatriati. Esperienze delle quali non parla volentieri: «Sono testimonianze dolorose che sono bilanciate solo da quei pochi sorrisi che raccolgo talvolta. Esperienze che ti arricchiscono ma il cui esercizio ti prova psicologicamente ed anche fisicamente».

Un cuore grande (dopo aver lavorato agli ospedali di Carrara e al Noa, è ora approdato proprio all’Ospedale Cuore) , e una grande professionalità. Lo scorso aprile aveva anche lanciato un pubblico appello su Youtube a favore della Ong Emergenza Sorrisi, a conferma del suo impegno umanitario. L'intervista è conclusa. Antonelli abbraccia la chitarra ed intona, mentre ce ne andiamo, la sua canzone "Io rinascerò".

Claudio Cuffaro

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