Gioco
Fratelli minorenni in fuga dalle case famiglia dopo una rapina: arrestati
Operazione dei carabinieri a cecina, uno era ospite a Massa-Carrara
Stefano Taglione
cecina. I carabinieri li avevano arrestati un mese fa dopo che i due avevano rapinato un diciottenne di Cecina alla stazione dei treni. Era stato adescato da una ragazzina della provincia di Livorno di 16 anni che aveva finto di invitarlo per un’uscita pomeridiana – fidanzata con uno dei due banditi e per questo, essendo secondo l’accusa loro complice, indagata – e poi il giovane si era ritrovato un coltello puntato sul fianco sinistro ed era stato costretto a prelevare 600 euro dalla Postepay per consegnarli ai due minorenni di 17 e 15 anni. Che vantandosi sui social hanno poi pubblicato un video su Facebook e TikTok.
Ieri pomeriggio i due rapinatori sono stati nuovamente arrestati dai carabinieri della Compagnia di Cecina, diretti dal capitano Christian Bottacci, che in stretta collaborazione con i colleghi di Volterra li hanno fermati in un comune collinare tra la provincia di Livorno e di Pisa dove risiedono con i genitori.
Erano scappati dalle comunità di recupero dove furono accompagnati dai militari, su disposizione del procuratore del tribunale dei minorenni di Firenze, Antonio Sangermano.
In particolare, il più grande, venerdì scorso era fuggito da una casa famiglia in provincia di Massa-Carrara (dove si trovava dal 9 dicembre) rubando un coltello da cucina e minacciando un altro ospite per farsi consegnare un cellulare, motivo per il quale è accusato di rapina.
Anche il quindicenne è fuggito da una comunità, ma in provincia di Siena. Entrambi ieri sono finiti in manette e in serata sono stati trasferiti nel carcere minorile di Firenze, dove dovranno rimanere un mese. Al termine del periodo il tribunale ha disposto che debbano tornare nelle case famiglia.
La rapina, risalente al 9 novembre scorso, destò molto scalpore a Cecina. Soprattutto per le modalità: un’adolescente che – secondo l’accusa – invita a uscire un ragazzo poco più grande di lei e che poi esce di scena lasciando campo libero ai due presunto complici, il fidanzato e l’amico di lui, che lo rapinano con un coltello vantandosi sui social con un video, nel quale si vedono i “rotoli” delle banconote calpestati e frasi, come fossero sottotitolo di telegiornale, che scorrono con le immagini: «Lui non parla». Certi della loro impunità.
Ma così non è stato, perché il diciottenne confidandosi prima con la madre, poi con la nonna, era già andato dai carabinieri a denunciarli. E i militari – mentre loro esultavano sui social – non aspettavano altro che l’ordinanza del tribunale per fermarli. E così hanno fatto.
Ieri il secondo arresto. Non più in una comunità, ma nel carcere minorile. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google