Il Tirreno

La nomina, ora l’obiettivo è evitare l’accorpamento 

Dino Sodini è il commissario dell’ente camerale

Luca Barbieri

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Carrara. Dino Sodini (foto) è il commissario straordinario della Camera di Commercio di Massa-Carrara. Dopo mesi di attesa, con Sodini, presidente uscente dell’ente camerale che ha chiuso il 2020 da “past president”, il 2021 si apre con l'arrivo dal Ministero dello sviluppo economico dell'incarico con tanto di lettera firmata lunedì e che è arrivata all'ombra delle Apuane nella serata di martedì.

Al commissario straordinario, recita il documento, «sono conferiti tutti i poteri del presidente, del consiglio, della giunta camerale per assicurare la continuità e rappresentatività delle attività». I tempi dell'incarico? Fino all'accorpamento con quelle di Lucca e Pisa dell'ente camerale apuano. Infatti, ricapitolando brevemente la cronistoria, il decreto di agosto scorso aveva di fatto accelerato la fusione sancita dalla Legge Madia con il massimo di 60 camere a livello nazionale; in ballo, oltre all'accorpamento, anche la nomina di un commissario ad hoc. Poi, per mesi, il silenzio su entrambi i fronti. Nelle scorse ore l'incarico messo nero su bianco. L'appello e le partite aperte.

«Accetterò tra poco, come previsto dall'iter; la comunicazione ufficiale è arrivata ieri sera (martedì, ndc) e adesso possiamo approvare il bilancio, senza la nomina si rischiava l'esercizio provvisorio. È importante un commissario provinciale, perché la fusione con Massa-Carrara e le province di Lucca e Pisa è un danno incredibile», dice per prima cosa il commissario straordinario Sodini che della Camera di Commercio provinciale come detto era il presidente.

Il lavoro non manca: da un lato «la possibilità, in questo momento delicato, di lavorare vicino alle nostre imprese»; dall'altro «la nostra battaglia contro l'accorpamento che prosegue sicuramente», assicura.

«Il tempo che abbiamo davanti servirà ora per scongiurare l'accorpamento. Massa-Carrara rischia di avere una rappresentanza di un paio, al massimo, di tre consiglieri su 25, con Lucca e Pisa. E parliamo della migliore delle ipotesi. Sappiamo che c'è ancora un ricorso pendente al Tar: perciò in questi mesi dobbiamo salvare la nostra Camera», ribadisce.

L’appello

C'è di più. E Sodini a questo punto rivolge un appello alle istituzioni provinciali, ma anche ai politici nostrani ma che lavorano a Firenze e a Roma: «A tutti quelli con un incarico politico, l'appello che rivolgo è quello di lavorare per cambiare questa riforma, i tempi ci sarebbero, non si perda questa opportunità di salvare l'ente». Insomma, parafrasando il Sodini-pensiero, la provincia non può permettersi di perdere un altro tassello e per sbrogliare la matassa serve un intervento corale: dai tavoli provinciali a quelli romani. Tra le prime attività, come detto, il bilancio; più generalmente poi la ripresa di un'attività di fatto “congelata” nei mesi scorsi in attesa della nomina. Sullo sfondo la “battaglia” per evitare la fusione. Nel calendario anche incontri in Regione per l'azienda speciale, l'Istituto di Studi e Ricerche. Anche in questo caso, breve passo indietro per capire meglio. A fine 2020, in occasione della presentazione del Rapporto di economia intermedio di Isr, sul tavolo virtuale finisce anche il botta-risposta con Firenze per il passaggio dell'azienda speciale all'interno del Consorzio zona industriale di Massa-Carrara. Uno scenario, quest'ultimo, caldeggiato dai vertici dell'ente camerale apuano per non rischiare di perdere l'importante istituto in caso di accorpamento. «Ci stiamo lavorando: nelle prossime settimane abbiamo un vertice in Regione con l'assessore Leonardo Marras. Anche questa sarà un'altra questione per salvaguardare sia il lavoro, sia le professionalità, sia uno strumento, un patrimonio importantissimo per il nostro territorio», conclude Sodini.

Luca Barbieri

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