Il Tirreno

la maxi inchiesta 

Serinper, ricorso al Tar contro le chiusure

A.V.
Serinper, ricorso al Tar contro le chiusure

La prima impugnazione (ce ne saranno altre) riguarda la casa di accoglienza di Massarosa “Claudio Veroni”

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MASSA. Nei mesi scorsi lo scandalo che ha scosso dalle fondamenta non solo la cooperativa Serinper ma l’intero settore dell’accoglienza e del sociale della provincia apuana. Da quella maxi inchiesta nacquero una serie di provvedimenti di chiusura delle case gestite dalla coop e, nei giorni scorsi il ricorso al Tar di Serinper contro la chiusura della casa famiglia di Massarosa.

L’impugnazione

Un atto formale con cui è stato impugnato (con ricorso al Tar) il provvedimento che ha portato alla chiusura nei giorni scorsi del Gruppo Apparamento protetto per madri con gigli minori “Claudio Veroni”. Si tratta della casa aperta nel 2014 a Stiava, Massarosa, di cui la cooperativa Serinper di Enrico Benassi, Alessio Zoppi e Tamara Pucciarelli, contesta il provvedimento di chiusura. Chiedendoo, nel contempo la riapertura e la ripresa dei servizi.

La vicenda

Una maxi inchiesta che ha portato a otto arresti e 22 indagati. Alessio Zoppi, Enrico Benassi e Tamara Pucciarelli i vertici Serinper erano finiti ai domiciliari: la Pucciarelli è tornata libera nelle scorse settimane perchè, così nelle motivazioni, è risultata estranea alla vicenda.

Collegato all’inchiesta c’era stato anche un capitolo di carattere economico: le banche presso cui sono depositati i conti della Serinper avevano posto sotto attenzione le cifre a più zeri che ruotano attorno alla coop (il fatturato 2019 è stato di oltre quattro milioni di euro), di fatto congelando gli stipendi dei dipendenti. Proprio sotto questo aspetto ha lavorato la difesa (all’avvocato Riccardo Lenzetti si è aggiunto il collega Antonio Scarano) di Benassi, Zoppi e Pucciarelli. E il gip Marta Baldasseroni ha autorizzato poco prima di Natale i vertici di Serinper (tutti ai domiciliari) a delegare tre dipendenti amministrativi della coop a gestire conti e pagamenti. Un passaggio importante quindi, che ha tolto un’ombra dal futuro dei lavoratori che, nonostante il clima di incertezza, hanno continuato e continuano a fornire le loro prestazioni all’interno delle varie strutture (case di accoglienza) che fanno capo alla stessa Serinper. Stesso discorso è stato messo in pratica per le forniture, ricordando che la scarsità di cibo e vivande era finita nei drammatici racconti di molto ospiti ed ex ospiti della coop. Adesso arriva il ricorso al Tar per la chiusura della casa a Massarosa. —A.V.

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