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Le vite rubate dal Covid-19 nel trap di Niccolò Gavazzi

Gianluca Uberti
Le vite rubate dal Covid-19 nel trap di Niccolò Gavazzi

Il giovane aullese lancia il brano “Circle Remix”: linguaggio diretto e auto-tune per raccontare il disagio e la rabbia dei ragazzi ai tempi della pandemia  

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AULLA. Niccolò Gavazzi ha 21 anni e, come tanti giovani della sua età, sta perdendo un pezzo importante della propria vita a causa delle restrizioni imposte alla socialità per contenere la diffusione del contagio da Covid-19. Un disagio crescente che Niccolò ha deciso di mettere in musica, quella tanto amata da giovani e giovanissimi, la trap, contraddistinta da testi senza filtri e dal linguaggio diretto. Per dare voce, filtrandola con l’immancabile auto-tune, a tutti quei giovani a cui la pandemia sta togliendo la parte più spensierata della loro età, che tutti abbiamo vissuto e che anche loro avrebbero il sacrosanto diritto di vivere, ovviamente nel rispetto delle persone più esposte al coronavirus come gli anziani.

“Circle remix” si intitola la canzone di Niccolò Gavazzi, che ha già superato le 1.500 visualizzazioni su Instagram, dove è stata pubblicata, corredata da un video composto da un collage di immagini che vedono Niccolò in compagnia di diversi amici negli ultimi momenti di svago della scorsa estate, quando la pandemia pareva dimenticata. «Mi manca andare in giro col treno, mi manca andare in disco d’inverno, mi manca fare quel che è normale, perché qua non c'è per noi futuro», canta il giovane aullese, il quale non manca di fare riferimento a dramma di “mamme che non hanno soldi per i figli” e denunciando il rischio di morire di Covid o di povertà.

Il trapper aullese preferisce però non entrare nel terreno minato della politica, pur lanciando strali nella sua canzone contro un non meglio precisato personaggio che sta molto in alto. «Alle superiori – così racconta Niccoló Gavazzi – ho studiato grafica pubblicitaria a Spezia e ora sto seguendo il corso di studi di grafica e comunicazione pubblicitaria all’Università di Pisa. Mi è venuto in mente di scrivere questa canzone nel periodo in cui mi sentivo in catene in seguito ai vari Dpcm imposti dal Governo. Le basi musicali non le produco io, mentre per quanto riguarda i testi e la metrica faccio tutto da solo, comprese la registrazione e il mix audio».

L’ispirazione per la sua canzone è arrivata a Niccolò dal trapper statunitense Post Malone, che è stato più di una fonte di ispirazione, visto che il ritornello è stato ripreso dal brano “Circles” del cantante a stelle e strisce. Ma anche il trapper Travis Scott, statunitense pure lui, rappresenta un esempio musicale da seguire per Niccolò, che non ha intenzione di smettere di comporre propri brani. «Però, penso che per la pandemia una canzone possa bastare e ora mi voglio dedicare a testi che parlino del mio privato, a temi come l’amore e le amicizie, magari scrivendo qualcosa contro qualche presunto amico che non si è comportato molto bene», conclude l'aspirante star aullese. —

Gianluca Uberti

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