Il Tirreno

Esselunga, il sindaco rivendica: abbiamo ottenuto risultati

Ivan Zambelli
Esselunga, il sindaco rivendica: abbiamo ottenuto risultati

Rinvio con polemiche dello statuto comunale, si dimette il presidente della commissione affari istituzionali

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Massa. Nel consiglio comunale, oltre al caso del minuto di silenzio per le morti a Washinghton di cui scriviamo in altra pagina, sono state affrontate le novità per la raccolta dei rifiuti, fatti chiarimenti sull'Esselunga, e si è visto rimandare il nuovo e tanto dibattuto Statuto comunale.

COMUNICAZIONI SINDACO

Il sindaco Francesco Persiani ha illustrato il contratto transitorio che consente ad Asmiu di continuare in deroga la gestione dei rifiuti urbani, dal 1 gennaio fino al 31 dicembre 2021. Infatti da quella data, nell’ambito territoriale ottimale (Ato) di Toscana Costa, Reti ambiente Spa diventa il gestore unico nella raccolta dei rifiuti urbani, inglobando le società che si occupano di questo servizio nei comuni delle province di Massa-Carrara, Livorno, Pisa, Lucca. Era quindi necessario un contratto ponte anche per Asmiu in attesa di perfezionare il passaggio in Reti Ambiente, i cui soci sono i comuni interessati. Asmiu continuerà a svolgere il suo servizio nel territorio, diventando una società operativa locale. Anche il Cermec passerà nel 2022 alla stessa società: «Stiamo concordando l'operatività con Reti Ambiente», relaziona Persiani.

Il secondo è invece un chiarimento sul rifacimento dell’Esselunga nel viale Roma, contestata dall’opposizione per i minori investimenti sulla Rinchiostra. Il sindaco ha infatti riportato un aspetto che non era emerso: Esselunga a novembre 2019 voleva bloccare il progetto, non avendo più senso dal punto di vista economico. «Circostanze che corrispondevano al mancato rispetto degli impegni formali -commenta il sindaco-. A questo punto ho scritto ad Esselunga, contestato immediatamente questa scelta, e dato incarico all’ufficio legale per valutare delle iniziative». A novembre 2020 quindi Villata Spa, società di Esselunga, si è ripresentata con un progetto ridimensionato ma che conserva le due rotonde, l’acquisto del terreno, ed un contributo ridotto per la villa, visto che il progetto si era ridimensionato. «Non abbiamo ceduto, semmai abbiamo ottenuto», rivendica Persiani.

STATUTO rimandato

L’ultimo atto è stata la mancata approvazione del nuovo Statuto comunale, che è stato oggetto di correzioni linguistiche, aggiunte ed abrogazioni. Vengono aboliti i consigli comunali delle donne, degli stranieri, dei giovani, il consigliere aggiunto (figura di rappresentanza degli stranieri residenti), le assemblee territoriali. Finora inutilizzate. Nelle aggiunte invece ci sono diverse novità: nei principi ispiratori viene inserito il sentimento di libertà, la tutela delle tipicità e delle identità politiche, la condanna al razzismo, e la salvaguardia dell’acqua; sono state inserite la lotta alla mafia ed all’usura, il riconoscimento della storia millenaria cittadina, dai liguri apuani passando per i Cybo-Malaspina. É stato altresì aggiunto il Forum dei giovani. Ma la questione decisiva è stata la scelta di “semplificare” e di “rendere più leggibile” lo Statuto adottando un genere neutro inesistente nella lingua italiana: praticamente si usa sempre il maschile quando si indica una figura, come il sindaco, il consigliere, cancellando dal testo originario le forme al femminile.

Scelta che ha scatenato un dibattito sull’importanza della linguaggio. La proposta è stata respinta, perché serviva il voto della maggioranza assoluta dei consiglieri, in tutto 22. Adesso il voto verrà riproposto entro 30 giorni, e se per due votazioni non verrà approvato, basterà la maggioranza relativa. In ogni caso, la bocciatura non era così scontata, e verosimilmente lo statuto sarebbe potuto passare se non ci fossero stati problemi nella commissione affari istituzionali di quella mattinata, tali da far dimettere il presidente Agostino Incoronato. É lui stesso ad ammettere che per lo Statuto c’è stata «collaborazione tra maggioranza ed opposizioni»; semmai, «lo scollamento della concordia è avvenuto per le modifiche al Regolamento del funzionamento del consiglio comunale». Due cose hanno indignato il presidente: il mancato rispetto di un patto tra gentiluomini, e presunti emendamenti «ad personam». E le minoranze informano che rinunciano alla presidenza della commissione (che gli spetta di diritto), perché «non vogliono più legittimare l’ormai evidente violazione delle regole democratiche. Questa vicenda è un’ulteriore prova dell’arbitrio della maggioranza, che ha imposto emendamenti prodotti dalla Giunta, funzionali solo alla tenuta della maggioranza». Ivan Zambelli

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