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Studenti soddisfatti: «Bene i tutor» Allo Zaccagna però non ci sono

Luca Barbieri
Studenti soddisfatti: «Bene i tutor» Allo Zaccagna però non ci sono

Niente controllori davanti alla sede di Avenza, tanti i ragazzi arrivati in scooter o in auto coi genitori 

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Luca Barbieri

carrara. Tante auto con i genitori ad aspettare, motorini, ma ben pochi studenti scelgono il mezzo pubblico. Difficile in realtà valutare il modello toscano sui trasporti in una giornata, perché non sono molti gli studenti carraresi che al rientro tra i banchi di scuola optano per la soluzione bus. «Sì, ma un aumento dei mezzi pubblici era necessario, specialmente per chi arriva da fuori provincia e dalle frazioni a monte», replicano i primi ragazzi rientrati in presenza sulla questione dei 15 autobus in più messi a disposizione per la provincia apuana per il trasporto scolastico, con un finanziamento regionale.

Una delle novità, quest'ultima, per gli alunni toscani, pionieri con i colleghi di Abruzzo e Valle d'Aosta, di una ripresa ieri in presenza. Certo, soltanto per il 50 per cento della popolazione studentesca pronta ad alternarsi con un calendario già studiato (e comunicato) e con una turnazione che garantisce a tutti lo stesso numero di ore settimanali in aula.

E così se l'entrata a scuola è spesso più frenetica, per chi non deve rispettare gli orari dei mezzi pubblici per tornare a casa è l'uscita lo spazio per qualche battuta, per un primo bilancio. Come alla sede avenzina dell'istituto “Zaccagna-Galilei” e del liceo scientifico “Marconi”. Qui in via Campo d'Appio, come scriviamo di sotto, i tutor all'uscita non ci sono, nonostante la zona rientrasse tra quei “punti critici” a livello provinciale per il nodo assembramenti.

In pochi però all'uscita delle 13 aspettano e prendono l'autobus; una manciata.

Vero, va detto, parliamo di ragazze e ragazzi iscritti al triennio, quindi già dotati di motorini e alcuni con la patente per la macchina, però l'impressione è che più delle norme, della capienza sui bus fissata al 50 per cento, sia l'abitudine a giocare un ruolo decisivo in zona.

«Troppo presto per valutare in un solo giorno, però negli scorsi mesi abbiamo avuto il caso di compagni che hanno dovuto affrontare un bel tratto a piedi perché non c'erano corse calibrate con i nuovi orari sempre suscettibili a modifiche per la situazione Covid. Una cosa è certa la didattica in presenza è fondamentale», ribadiscono Federico Nicolai (quinta B) e Giovanni Gattini (quinta C) del “Marconi”, freschi di primo giorno. Con loro anche Lorenzo Pezzica (quarta A) che riprenderà oggi (martedì) e i compagni del “Galilei” Filippo Sacchelli (quinta A) e Francesco (rappresentate di classe della quarta elettronica al “Galilei”). «Quello dei mezzi pubblici è un tema su cui abbiamo insistito durante le assemblee: vedremo. Dei tutor non sapevamo nulla, l'abbiamo letto sui giornali, e qui, come vedete non ci sono», continuano.

Dai trasporti al rientro in presenza, per metà della popolazione studentesca: «La nostra preparazione sarà peggiore di quella dei nostri predecessori, è difficile stare al passo con i programmi con la didattica a distanza. La differenza si sente, la connessione della scuola spesso non regge, come stamani (ieri, ndc)», fanno sapere. Promosso il primo giorno di ripresa dalla dirigente delle scuole, Marta Castagna: «Entrate diversificate con vari orari, distanze, percorsi, mascherine: sono tutti aspetti che ormai sono rodati da settembre. La novità è rappresentata dal 50 per cento degli alunni e posso dire che il primo giorno è andato bene. Per il resto credo che il nodo principale rimarrà in futuro sempre quello, già ribadito, sui tempi del tracciamento, vedremo...», riflette. —

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