Il dolore
«Il bilancio di previsione approvato entro fine marzo»
carrara. «Il bilancio previsionale verrà approvato il prima possibile. Non andremo oltre il 31 marzo». Lo ripete il vicesindaco con delega al bilancio Matteo Martinelli nel consiglio comunale che inaugura di fatto il nuovo anno: virtuale, come ormai consuetudine, ma più “tecnico”, breve (nemmeno un'ora, contro le 5 e più del precedente, tanto per citarne uno) e senza mozioni. D'altronde la prima chiamata sui banchi virtuali del consiglio, a sei giorni dall'ultima seduta, è per mettere nero su bianco l'istituzione del “canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria e del canone di concessione per l’occupazione delle aree e degli spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile, destinati a mercati realizzati anche in strutture attrezzate (disciplina transitoria)”. Recepire, parafrasando, ciò che è stato sancito da Roma per il 2021 e mettersi in pari per il canone che fagocita quello per l'occupazione degli spazi e delle aree pubbliche ( Cosap e Tosap), ma anche l'imposta sulla pubblicità e le affissioni. I tempi sono stretti, perché, spiega l'amministrazione carrarese, gli enti locali si aspettavano una proroga sul tema che in realtà non è arrivata e allora ecco l'urgenza di una seduta per approvare in consiglio la delibera per il nuovo canone che anticipa un nuovo regolamento ad hoc che dovrà essere poi approvato. Prima di arrivare ai contenuti, spazio alle modalità. «Abbiamo deciso all'ultimo minuto nella capigruppo. Questo per non lasciare un vuoto normativo, visto che gli enti si aspettavano una proroga. Per questo dico che non era pianificato, come consiglio, ma necessario; con tempi stretti perché dal 31 dicembre non esistono più Tosap e Cosap e noi dobbiamo istituire un regime transitorio, per non farci trovare in assenza di canone e poi varare successivamente il regolamento», spiega il presidente Michele Palma a chi chiede (Giuseppina Andreazzoli, Psi e Andrea Vannucci, Insieme per Carrara) della mancanza dello spazio destinato alle interrogazioni. Dopo il botta-risposta (si va dalla «pezza peggio del buco» di Vannucci alla replica di Palma che ribadisce l'iter), arriviamo alla delibera che passa con i voti della maggioranza pentastellata; l'opposizione contraria, ma con il forzista Lorenzo Lapucci e il Pd astenuti. «Sui tempi – dice ancora il vicesindaco – ci aspettavamo una proroga per il 2021, anche l'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani, ndc), per questo non siamo i soli in questa situazione», fa sapere. L'opposizione dall'altra parte mette in fila le perplessità. C'è chi chiede, a questo punto, «chiarezza sui tempi, sulle tariffe e sull'eventuale conguaglio» (Andreazzoli); Vannucci incalza: «Un altro pasticcio all'ordine del giorno: è una normativa ridicola che toglie per mettere altro, mandando i Comuni in difficoltà. Noi però potevamo pensarci prima perché i canoni interessano settori che hanno già parecchie preoccupazioni». —
L.B.
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